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Il fascino dei luoghi misteriosi: l’abbazia di San Galgano

ottobre 30th, 2008 | by Red
Il fascino dei luoghi misteriosi: l’abbazia di San Galgano
Arte & Cultura
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Salve inguaribili viaggiatori, la meta che volevo oggi segnalarvi è l’abbazia di San Galgano situata in località Chiusdino in provincia di Siena.
Giunti sul pianoro, ecco davanti a voi l’abbazia di San Galgano, la celeberrima chiesa senza tetto, dalle pareti con le tipiche volte a sesto acuto e il prato verde come pavimento.
I lavori di costruzione del maestoso complesso abbaziale di san Galgano ebbero inizio intorno al 1218, circa quarant’anni dopo la morte dell’eremita (da cui prende il nome Galgano Guidotti), avvenuta nel 1181.

La costruzione si protrasse fino al Trecento, quando lo splendore raggiunse i massimi livelli.
Dopo un periodo di grande prosperità, legato anche alle fortune della repubblica senese per cui spesso operarono i monaci in qualità di tesorieri, camerlenghi, tecnici specializzati, consiglieri spirituali, la grande abbazia iniziò un lento e progressivo declino.

La chiesa è a croce latina con tre navate. Misura 72 metri di lunghezza per 21 di larghezza e culmina in un’abside a forma quadrata con sei monofore e un grande rosone che è divenuta una delle immagini più note e conosciute nel mondo.
Oltre un centinaio di capitelli, tutti diversi tra loro per i motivi ornamentali, svettano sulle imponenti colonne e conferiscono allo spazio una caleidoscopica atmosfera.

Il chiostro originale è invece andato completamente distrutto e quello che possiamo ammirare oggi è una ricostruzione parziale con materiale originale collocata nell’angolo nord est del complesso.
La leggenda sostiene che Galgano era un giovane di una nobile famiglia del luogo, non certo timoroso di Dio e amante dell’avventura e della vita senza regole.
Ma come narra la leggenda, fu visitato in sogno dall’arcangelo Michele, che lo convertì e come segno di rinuncia alla vita trascorsa fino a quel momento, Galgano conficcò la spada in una roccia, per poterne adorare l’elsa come croce di Cristo.

Si racconta anche che il diavolo, tentando di smantellare quella fede divenuta così salda, inviò tre uomini per distruggere la roccia; non riuscendovi, spezzarono la spada in tre pezzi. Galgano, addolorato, si mise a pregare tentando di ricomporre l’arma che, miracolosamente, si rinsaldò. Poco tempo dopo, nel dicembre del 1181, Galgano morì.

La visita all’abbazia di San Galgano varia molto se fatta di giorno o di notte.
Di giorno una volta all’interno vi consiglio di ascoltare i suoni e di vedere la natura attraverso il rosone e le sue finestre. L’assenza del tetto consente ai raggi solari di realizzare disegni di luci unici, cui è impossibile rimanere indifferenti.
Da una finestra si vede perfettamente l’Eremo di Montesiepi, che si trova poco più in alto e che conserva la spada nella roccia,
Da non perdere assolutamente è la passeggiata che collega l’abbazia all’eremo.

Di notte è spettacolare tutto il complesso illuminato ad arte, che spunta in mezzo al buio, fuori così tetro e solitario, dentro così rassicurante e affascinante, difficile staccarsene per andare via. Le luci partono da terra e illuminano tutta l’abbazia.
E’ proprio nel silenzio della notte che più facilmente ci si trova ad essere gli unici spettatori di questo luogo maestoso, sempre aperto.

Alla prossima meta.
L’inguaribile viaggiatore Enzo Ferrari
inguaribile.viaggiatore@yahoo.it

2 Comments

  1. natasha says:

    Che posto incantevole! Non ne conoscevo l’esistenza. Grazie per l’articolo e complimenti per la storia. Quando passo per Siena vado a visitarla.

  2. sara says:

    Stupenda questa chiesa, non avevo mai visto niente del genere.

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