breaking news

Viaggio in trenino verde da Mandas a Belvì

agosto 22nd, 2011 | by Red
Viaggio in trenino verde da Mandas a Belvì
Sardegna
0
Spread the love

Una delle esperienze più indimenticabili, di una vacanza in Sardegna è rappresentata dal viaggio in Trenino Verde. Si tratta di un mezzo di trasporto che risale agli anni 30,  che staziona su una linea ferrata costruitanel 1888. Spesso addiritura le vecchie carrozze sono agganciate a fumanti locomotive a vapore, alimentate a carbone.

La linea ferrata  a scartamento ridotto , parte dalla pianura e con varie traiettorie raggiunge i contraforti del massiccio montuoso del Gennargentu.

Il viaggiatore dai finestrini, resterà rapito cosi come Lawrence, dalla ricchezza di paesaggi, che sialternano lungo la via . Boschi , vigneti, nuraghi, campi coltivati , pascoli con greggi, piccoli borghi naturalmente in primo piano sullo sfondo la sagoma sicura delle montagne Barbaricine.

Stupisce l’arditezza di dei ponti, a volte veramente alti, e la galleria di oltre 1 km che ci attende quasi alla fine del viaggio.

Con il tempo le piccole e strette rotaie, si sono completamente integrate con l’ambiente che un  tempo violarono, ed oggi si puo parlare di un piacevole equilibrio nel paesaggio, capace di dare pace all’osservatore.

Il nostro viaggio si ferma in Barbagia, a Belvì. Ameno borgo di 700 anime completamente immersonel verde dei suoi famosi boschi.  Qui da secoli  l’agricoltore ha conteso lo spazio al  pastore nomade. Alla fine  il risultato è che buona parte del territorio e popolato da castagneti e noccioleti.

Una popolazione cordiale e tranquilla che conosce i ritmi placidi del vivere in montagna, accoglie villeggianti e i forestieri con  il sorriso e  lo sguardo  affettuoso si chi se ne intende di uomini ed ospitalità. Del resto le prime sagre della Sardegna sono nate da queste parti. Inoltre dai primi del 900 decine di commercianti ambulanti partivano da Belvì  a cavallo o con carri a buoi carichi di castagne nocciole e legna da opera  ragiungevano ogni santo ed ogn lingua dell’isola.

Oggi chi arriva  troverà un bel museo naturalistico,  l’unico della Sardegna. Passeggiando per ilborgo si raggiungerà un laboratorio artigiano dove insieme a tanti dolci si prepara  “su caschette”.

Se due righe sono sufficienti alla descrizione di tale meraviglia, vi diciamo che assomiglia ad unarosa  di finissima pastasfoglia, con un ripieno segreto a base di miele e cocciole locali.

Naturalemte l’spetto di induscusso interesse sarà l’incontro con i prodotti enogastroomici della montagna,  prosciutto , di quelli che pesano 25 kg con 3 anni di stagionatura, dal lardo dolcissimo e dalla carne franca e saporita, che dire poi di  ricotte pecorini e caprini. Il pranzo con i pastori e ormai l’appuntamento classico della Barbagia. Una dimensione sospesa tra finzione e realtà dove in ogni caso il cibo almeno quello e vero ….di quelli a km zero. Buon trenino e buona Barbagia a tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *