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Aspettando i colori e le emozioni della Taranta

novembre 11th, 2008 | by Red
Aspettando i colori e le emozioni della Taranta
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Stanno tornando lentamente a galla i ritmi della civiltà contadina che ci eravamo lasciati alle spalle. Alludo alle classiche tarantelle.
Il vocabolario cosi le spiega: “Danza popolare dell’Italia Meridionale, di carattere gaio e movimento veloce”.

Combatte con le sue antagoniste, oggi assai di moda: commerciale, latina e chi più ne ha più ne metta ma lei resiste malgrado tutto.
In genere si pensa che i giovani non amino questa danza. A smentire questa tesi ci ha pensato Melpignano, un piccolo paesino del Salento dove questa estate è stata organizzata la festa della taranta. Posso dire: c’ero anche io!

Dal mio Molise mi trovo catapultata in questo paesino, simile ai nostri borghi, dove non mi aspettavo di trovare un mondo di giovani, donne, uomini, bambini, coppie di ogni regione, soprattutto molisani, campani e pugliesi.

La taranta, come mi dicevano, deriva da tarantola, fa riferimento alle convulsioni che si ritengono prodotte dal morso di tale insetto ( sul quale la tarantella avrebbe avuto proprietà terapeutiche ).
Viene danzata singolarmente o a coppie, con l’accompagnamento di tamburelli, nacchere e talvolta della chitarra e dal canto e ha un andamento moderato e lievemente accellerato.

Vi consiglio di andare l’anno prossimo a questo evento, vi divertirete da matti; vi propongo solo ciò che testo. Melpignano è un paese ospitale. Vi va di imparare la taranta? Ma perché iscriversi a scuole di ballo. No, assolutamente! Sicuramente un giovanotto del luogo si offrirà di insegnarvi i passi.

Perché andarci? Per scoprire dei nuovi territori, dei nuovi costumi e delle nuove tradizioni, solo così si scopre il vero carattere di una regione.
Le motivazioni che hanno spinto me a parteciparvi, non sono certo quelle che mi spingono ad andare alla festa della donna che seppur gradevole ti ritrovi tra donne single e non, con il solito spogliarellista.

La voglia di libertà, come diceva Aristippo, “libero è colui che possiede il piacere, non chi ne è posseduto“, è la capacità di disciplinare razionalmente le proprie inclinazioni o se il caso cambiare i propri desideri se non sono giusti.
L’asino di Buridano, posto fra due fasci di fieno identici, muore di fame perché non ha nessun movente che lo spinga a volgersi da una parte piuttosto dall’altra.

È stato per me un giorno unico, gioioso ed anche “spassoso” e chi lo ha detto che per divertirsi bisogna strafare, anzi è vero il contrario. È bellissimo vedere tutti i giovani e non, accomunati dalla voglia di divertirsi, di trascorrere un giorno in modo diverso.
Il ricordo più bello e vivo è questo: senza conoscerci, bastava una parola pronunciata nei nostri dialetti e scattava un sorriso o uno sguardo per comunicarci sentimenti ed emozioni.
Melpignano ha avuto un momento unico e gioioso, nonostante piccolo quel paese emanava un forte calore e brillava di una luce propria e non riflessa, non aveva nulla da invidiare agli altri eventi pugliesi.

Ricordo anche le parole che dissi ad una mia amica : “Maria, qui è bellissimo, non so spiegarti come ma sono davvero felice, perché non sei venuta, ci saremmo divertiti da matti”. Questo per dirvi che è un evento imperdibile.
Vi consiglio di fermarmi anche nel Gargano per gustare le buonissime orecchiette con le cime di rape. Secondo me è giusto non frenare i propri desideri perché se sono in buona fede se ne raccoglie del buono.
Musica, emozioni, colori, sapori, cosa si può desiderare di più.

3 Comments

  1. natasha says:

    Sono d’accordo con te! Anch’io ho visto e partecipato ad una festa della Taranta, non a Melpignano, ma ad Otranto, al Castello, ed è vero ciò che dici, è divertente ballarla, si apprende subito, fai amicizia e conosci usi e costumi di altre regioni.

  2. MCiccone says:

    Molti non la pensano come noi. Io mi diverto sempre a ballarla è un pò come i balli di gruppo noo! Si socializza, ti scarica la tensione, un ballo semplice devi muoverti solo a tempo si musica, un pò come una pazza…
    Ma si che sarà mai. Natasha, ci vediamo alla prossima festa della taranta.. Ormai si balla dappertutto.

  3. sara says:

    Anch’io ho visto il ballo della Taranta in Puglia, è una danza folckloristica come la tarantella da noi in Campania.

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