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Un week-end nella città dei Gonzaga: Mantova!

gennaio 19th, 2010 | by Red
Un week-end nella città dei Gonzaga: Mantova!
Arte & Cultura
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La città di Mantova, in Lombardia, è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, in quanto città d’arte rinascimentale, grazie anche alle opere lasciate grazie alla lunga dominazione della signoria dei Gonzaga, anche se era già conosciuta per aver dato i natali al poeta Virgilio. Un week-end basta per far conoscere al turista le sue bellezze.

Si può iniziare proprio dal Palazzo Ducale detto anche la Reggia dei Gonzaga, costituito da numerosi edifici collegati tra loro da corridoi e gallerie, e appartenente ad una delle più prestigiose e potenti famiglie mantovane del medioevo, l’edificio si trova in piazza Sordello, dove troviamo anche il Duomo.  Proseguiamo con la visita al Palazzo Te, villa rinascimentale realizzata da Giulio Romano su commissione di Federico II Gonzaga che lo utilizzava per il divertimento e lo svago, per ricevere ospiti, ed era la dimora della sua amante.

Il “Palazzo dei lucidi inganni” sorgeva al centro di un’isola ricca di boschi e circondata dalle acque di un lago, ricco di simboli e di miti che risaltano nelle sale stupendamente affrescate, come la sala dei giganti, quella di Amore e Psiche e la sala dei cavalli che celebra le scuderie dei Gonzaga all’epoca famose in tutta Europa. Dal ponte di San Giorgio oltre il quale si erge il Castello omonimo, dove c’è la celeberrima Camera degli Sposi, affrescata dal Mantegna e dedicata a Ludovico Gonzaga e a sua moglie Barbara di Brandeburgo. Da vedere è il Teatro Bibiena, che venne inaugurato dal giovanissimo Mozart nel 1769.

Percorrendo via Broletto si entra in Piazza Erbe sulla quale si affacciano il Palazzo del Podestà con la Torre della Gabbia, il Palazzo della Ragione con la Torre dell’Orologio e le strette abitazioni dei commercianti, tra cui la preziosa casa del mercante Boninforte da Concorezzo. Qui sorgono due gioielli dell’architettura religiosa: la matildica Rotonda di San Lorenzo e la quattrocentesca basilica albertiana di Sant’Andrea. E ancora da vedere c’è il Palazzo D’Arco, il Palazzo Canossa, Palazzo Valenti Gonzaga, Palazzo Sordi e Palazzo Colloredo. Usciti dal centro storico interessante una visita alle Pescherie, la Casa del Mantegna, il Tempio ed il Palazzo di San Sebastiano, oggi adibito a Museo della Città, la Casa di Rigoletto, il buffone di corte Gonzaga di cui Giuseppe Verdi ne musicò la storia.
Da quando ospita Festivaletteratura la città è divenuta la capitale italiana del libro e della cultura.

Per quanto riguarda la cucina tipica, si può iniziare con un assaggio di grépole o ciccioli di maiale e lo squisito salame mantovano. Seguono le deliziose e profumate minestre, fatti con gli agnolini. La pasta sfoglia dà origine anche alle ottime foiade col nedar, l’esclusività però è data dai risotti, grazie anche alla tipica produzione del riso vialone nano. Fra i secondi piatti si può scegliere tra arrosto, carni di maiale variamente proposte, stracotto d’asino o di cavallo, accompagnato da polenta gialla fumante in un sugo di verdure e vino rosso. Naturalmente il pranzo non può che concludersi con qualche scaglia di formaggio grana, magari esaltato dalla piccante mostarda mantovana. Tra i dolci si distinguono la torta sbrisolona, fatta con farina gialla, mandorle e strutto, l’Anello di Monaco, la torta di tagliatelle, la torta Helvetia , il rustico e tradizionale Bussolano e la Millefoglie.

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