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Tutti in maschera allo straordinario Carnevale di Venezia

marzo 7th, 2010 | by Red
Tutti in maschera allo straordinario Carnevale di Venezia
Arte & Cultura
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E’ conosciuto in tutto il mondo ed è sicuramente il più affascinante per più di un aspetto, una combinazione di tradizione, trasgressione, cultura e divertimento.
Le maschere del Carnevale di Venezia, in assoluto le più raffinate e sontuose, si aggirano tra i luoghi di una città unica. Una città immutata nei secoli capace di suggerire il mistero e le atmosfere dei tempi passati.


In origine il Carnevale permetteva ai veneziani di nascondere completamente la propria identità dando l’illusione alle classi più umili di essere simili ai ricchi e ai potenti, tanto che a tutti i personaggi veniva rivolto un unico saluto: “buongiorno signora maschera”.
Indossare la maschera garantiva un assoluto anonimato, occultava ogni evidente distinzione di sesso, religione, classe sociale, consentiva di assumere atteggiamenti non abituali e dedicarsi interamente al divertimento.
Lungo la Riva degli Schiavoni, in Piazza San Marco e nei campi principali venivano costruiti dei palchi e la gente si affollava per ammirare le esibizioni dei saltimbanchi e degli acrobati, dei giocolieri e degli animali ballerini.
C’erano musica e dolci di ogni tipo, castagne, frutta secca, prelibatezze e mercanzie che arrivavano da paesi lontani.
Uno dei travestimenti più comuni tra gli uomini era la Gnaga, indumenti femminili di uso quotidiano completati da una maschera dalle sembianze di gatta.
Tra le donne invece era diffusa la Moretta, o servetta muta. Il travestimento consisteva in una maschera di velluto nero che copriva tutto il volto, un cappellino e dei veli celavano ulteriormente la testa, il collo e le spalle. Per mantenere in posizione la maschera si doveva stringere tra i denti un bottone applicato internamente all’altezza delle labbra, da questa particolarità deriva il nome di servetta muta, ed era molto apprezzata dagli uomini in quanto il silenzio conferiva alla figura femminile un fascino misterioso.
La maschera veneziana più classica, assimilabile al Domino francese, ed ancora oggi in voga è la Bauta.
Il travestimento è composto da un cappello a tricorno, una maschera detta “larva” che copriva interamente il volto, una stola che copriva i capelli e le spalle ed un ampio mantello.
La Bauta era utilizzata sia dagli uomini che dalle donne e non solo a carnevale, ma anche a teatro, alle feste ed in ogni occasione in cui l’anonimato facilitava gli incontri amorosi clandestini poiché il mantello nascondeva completamente le fattezze del corpo e la maschera, per la sua particolare forma, alterava la voce e permetteva di mangiare e bere senza toglierla.
Il carnevale di oggi è uno straordinario avvenimento che per una decina di giorni coinvolge con scherzi, balli e spettacoli, le calli e i campielli.
E’ anche il momento in cui migliaia di turisti da tutto il mondo invadono la città, e gli hotel di Venezia, per partecipare a questa impareggiabile festa.
Come da tradizione i giorni più importanti sono il giovedì e il martedì grasso, ma è durante i fine settimana che il Carnevale di Venezia si trasforma in un evento turistico di massa.
Alcuni arrivano sfoggiando costumi elaborati, ad altri basta poco per sentirsi comunque parte della festa; per alcuni è importante poter partecipare alle feste esclusive, per altri è altrettanto bello intervenire agli eventi più popolari.
Ed è proprio per le strade e nelle piazze che si vive l’atmosfera più viva del carnevale veneziano; tra le centinaia di persone comuni che hanno semplicemente voglia di divertirsi insieme.

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