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Sedotte da Giacomo Casanova alla Cena di Gala Veneziana

febbraio 17th, 2009 | by Red
Sedotte da Giacomo Casanova alla Cena di Gala Veneziana
Carnevale
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A Venezia, lo scorso 14 febbraio, a partire dalle 20.30, nel Salone del Ridotto (Palazzo Dandolo, Hotel Monaco & Gran Canal), cuore dei fastosi carnevali veneziani del XVIII secolo, si è svolta una festa di carnevale preceduta da uno spettacolo teatrale all’italiana con maschere, cantanti, orchestra dal vivo e la voce di Casanova che, in inglese, ha narrato le sue avventure, con cena di gala, cocktail e intrattenimenti, balli di gruppo e walzer.

Giacomo Casanova racconta di sé, dei suoi genitori che erano attori, di quando rimasto orfano di padre a soli otto anni ed essendo la madre costantemente in viaggio a causa della sua professione, fu allevato dalla nonna materna. Degli studi all’Università di Padova dove si laureò in diritto. Di come si guadagnava da vivere suonando il violino, finché il patrizio veneziano Matteo Bragadin, colpito da un malore, fu soccorso da lui e si convinse che, grazie a quel tempestivo intervento, aveva potuto salvarsi la vita Di conseguenza considerato come un figlio, contribuì al suo mantenimento. Ha narrato di come la sua curiosità intellettuale, unita ad una solida cultura e ad una esuberante forza comunicativa rafforzata dal vivere il teatro non solo come arte ma come modalità per mettere in scena la cultura e affinare le tecniche di seduzione, e un gusto per l’avventura lo portano in giro per tutti gli stati e le città d’Italia e d’Europa a contatto con sovrani, aristocratici, borghesi e contadini. E’ di casa ovunque grazie al suo legame con gli attori e gli artisti italiani, attori, cantanti, ballerini, pittori, scultori, coreografi, che intrattenevano i salotti di tutte le corti del tempo. Di quando nel 1749 incontrò Henriette, che sarebbe stata forse il più grande amore della sua vita. Con lei iniziò la sua vita da seduttore. Le sue donne furono “solo” 122, e alla fine della sua vita ne ricordava tutti i nomi, i discorsi intrattenuti, perfino le pietanze consumate assieme. Le sue compagne erano donne per lo più emancipate e autonome, sessualmente molto libere, perfettamente consapevoli di ciò che volevano da lui, essere ascoltare e provare piacere.

L’atmosfera di questo spettacolo è stata così seducente da riportare lo spettatore nella Venezia del ‘700.

Foto | Picasaweb

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One Comment

  1. ortis says:

    davvero un bellissimo articolo, complimenti Natasha

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