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Alla scoperta delle specialità del Trentino Alto-Adige

febbraio 5th, 2009 | by Red
Alla scoperta delle specialità del Trentino Alto-Adige
Trentino Alto Adige
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Un viaggio del gusto in un territorio movimentato, vario, mutevole, quello del Trentino Alto Adige. Dalle ridenti sponde del lago di Garda, tra oleandri rossi e bianchi, mimose, ulivi e limoni, si passa alle dense e scure selve di conifere, ai placidi e riposanti pascoli della Pusteria dove si aprono ariose e verdi conche, ai pinnacoli delle Dolomiti, agli scintillanti ghiacciai e alle aspre cime dell’arco alpino. È una regione multiforme che in un territorio vasto solo pochi chilometri presenta la vegetazione più rigogliosa e quella più arsa, gli ulivi e i bucaneve, i limoni e le stelle alpine.

E’ un susseguirsi di vallate larghe, di distese di un verde sensazionale e di vallate più selvagge e irsute per la presenza dei grandi colossi alpini frazionati in una miriade di pinnacoli, di guglie, di torri, di cupole e di denti. Il Trentino è una regione di gente antica, dove le abitudini sono quelle serene, conservatrici dei contadini legati alla loro terra, alla loro proprietà di cui sfruttano con abilità le risorse, rimanendo legati a una vita semplice che gli allettamenti della modernità non ha alterato. Accanto alle chiese romaniche, rozze e robuste, alle mura e alle porte di difesa, alle case antiche e severe, troviamo le nitide e tipiche abitazioni pusteresi con le caratteristiche strutture in legno e con i ballatoi fioriti di gerani.

La cucina della regione è altrettanto svariata e multicolore, anche per la sua posizione di confine. Vi sono infatti piatti italiani, piatti di derivazione austriaca, piatti che sono evidentemente incroci delle due cucine. I «canederli» del Trentino e dell’Alto Adige sono la derivazione dei «knodeln» austriaci, grossi gnocchi di pane raffermo, ammorbidito nel latte, mescolato con farina, uova e prezzemolo. Il sistema di vita frugale di questa regione si riflette in cucina con piatti di netta ispirazione montanara. Molto diffuso è l’uso della polenta: polenta nera, preparata con grano saraceno, polenta zuccherata, polenta di patate lesse; piatti semplicissimi come la «frittata trentina» in cui ai soliti ingredienti, uova, latte e farina, si possono unire funghi, carciofi e fettine di formaggio. Oltre a questi piatti «alla buona», ne troviamo altri più elaborati, come la «lepre in umido alla trentina», una lepre marinata la cui preparazione richiede più di un giorno di lavoro, o la «costata alla tirolese», alla quale le bacche di ginepro conferiscono il profumo della montagna. La pasticceria (strudel, zelten e molti dolci con noci, fichi, mandorle, uva passa e canditi) è quella che più denuncia l’influenza austriaca. Per l’abbondanza dei meli, soprattutto nella zona di Merano, si fa grande uso di mele anche per i dolci; comunissime sono le «apfelkuchel», deliziosi piatti di caldissime frittelle che si gustano nella calda intimità di una «stube».

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One Comment

  1. magda says:

    Per noi meridionali, la polenta è un piatto che non si cucina spesso, invece è molto buono, specie come lo cucinano in Trentino.

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