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Il Carnevale storico di Bibbiena

febbraio 23rd, 2009 | by Red
Il Carnevale storico di Bibbiena
Carnevale
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Un Carnevale particolare è quello che si festeggia a Bibbiena, in Toscana, in provincia di Arezzo,  il 22 e il 24 febbraio 2009: è il Carnevale storico che risale al 1337 al tempo di Pier Saccone Tarlati, a cui è stata dedicata la piazza principale del paese.

Nel Medioevo Bibbiena era divisa in fazioni, in una di queste abitava una una bella popolana, Mea, diminutivo di  Bartolomea,  fidanzata con Francesco, detto Cecco, che un giorno fu rapita da un ricco signore che apparteneva ad una contrada opposta. Mea era della contrada del Fondaccio, il ricco signore di quella di Piazza,così i “fondaccini”, gli abitanti del Fondaccio, si rivoltarono contro i “piazzolini” e andarono a liberarla,  per salvare l’onore della loro contradaiola.
Insieme agli sbandieratori, ai tamburini del Tarlati e alle guardie a cavallo, questi personaggi in costumi medievali partono dai rispettivi rioni, passano per le strade del paese e raggiungono piazza Tarlati, dove un narratore (della Filodrammatica Bibbienese) racconta al pubblico presente i vari episodi della storia, intervallati da balletti (del Corpo di Ballo Medioevale) e canti di antiche filastrocche e stornelli (dei cantori del Carnevale Storico Città di Bibbiena e del Coro di Santa Cecilia). La cosa particolare è che durante i canti popolari, tutti devono bere dallo stesso il fiasco di vino, senza smettendo solo alla fine della canzone. Il Carnevale si chiude col dare fuoco al ginepro, posto al centro della piazza.
Le storie sulla nascita di questa festa a Bibbiena sono molte. Oltre a quella già citata,si dice che le origini risalgano al 1350 quando la città vinse la battaglia all’Olmo di Arezzo ed era sotto il dominio della famiglia Tarlati. Un altro pensiero è che la festa risalga al 1359, quando i Bibbieni erano infastiditi dai Fiorentini. Allora Marco Tarlati, che era capo di Bibbiena, per dimostrare che nella città non c’era carità fece bruciare un grosso ginepro, per imitare le feste fiorentine. Da quel momento la festa venne organizzata dai due rioni di Bibbiena: i Piazzolini e i Fondaccini, i quali si riunivano nella piazza quando la torre principale del castello suonava, ovvero alle cinque del pomeriggio, nella quale veniva bruciato un ginepro e poi la festa continuava tra canti e balli.

Bibbiena è una cittadina commerciale e agricola della Toscana situata su un colle del Casentino, alla sinistra del fiume Arno. Di origine etrusca, fu sotto i vescovi di Arezzo dal 976. Prima della battaglia di Campaldino (1289) era governata dai guelfi fiorentini, ma successivamente alla guerra passò ai Tarlati e poi ancora ai Fiorentini. Fu occupata sia da Niccolò Piccinino, che dai Veneziani ma alla fine tornava sempre sotto i Fiorentini.

Dal punto di vista artistico, Bibbiena è uno dei centri più belli del Casentino. I monumenti da vedere sono la chiesa di Sant’Ippolito e Donato, risalente al XII secolo e la chiesa di San Lorenzo del 1474.

Nel periodo di Carnevale o per un qualsiasi week-end in questa città,  si può alloggiare all’Hotel Badia di Pomaio, all’Hotel Le Campane, Minerva Hotel, Etrusco Palace Hotel, all’ Hotel Placet… tutti hotel molto belli, semplici e a prezzi economici.

Foto | La leggenda della Mea

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One Comment

  1. ortis says:

    la Toscana non smette mai si sorprendermi…

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