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Viaggio a San Piero Patti: un “assaggio” di storia della Sicilia

dicembre 29th, 2011 | by Red
Viaggio a San Piero Patti: un “assaggio” di storia della Sicilia
Sicilia
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Al di là dei nomi noti, la Sicilia cela dei veri e propri gioielli che conservano ancora tutte le caratteristiche della più tradizionale “sicilianità”, invitando il visitatore in un percorso culturale senza precedenti, per indimenticabili vacanze in Sicilia.

Permeati dalla storia millenaria della Sicilia, questi paesi ne hanno assorbito i tratti ma, a dispetto dei grandi centri urbani come Palermo, Messina o Catania, hanno subito meno il processo di modernizzazione, mantenendo intatte le peculiarità dei tipici borghi storici italiani.

San Piero Patti si trova in provincia di Messina; rinomato per l’eccellenza dei suoi agriturismi San Piero Patti deve il suo attuale nome al processo di cristianizzazione che attraverò tutta l’isola.

Originariamente il nome era infatti “Petra“, assegnatogli dai coloni greci che la fondarono per via della presenza di una grande roccia di granito rosso. I cristiani chiamarono poi il paese dapprima “Sanctus Petrus“, successivamente “Sanctipetri supra Pactas”.

Come nel resto della Sicilia, la dominazione araba combaciò con un periodo di prosperità; esiste ancor oggi il quartiere saraceno noto come Arabite.

Ogni anno ad Agosto viene celebrato un particolare avvenimento storico che segnò le sorti del paese; dopo la morte di Federico II di Svevia infatti il territorio feudale di San Piero venne affidato ai baroni Orioles, che governarono con efferatezza e in malo modo il paese maltrattando la popolazione con soprusi di ogni genere e infierendo persino sui nobili.

Il malcontento della popolazione sfociò in una sommossa sanguinosa nel 1350, grazie alla quale il popolo prese possesso del Castello di San Piero dopo aver ucciso il Barone e saccheggiato la sua residenza.

Quando pochi anni dopo Federico IV d’Aragona divenne Re di Sicilia, il popolo tremò temendo le ripercussioni dell’accaduto. Sorprendentemente, il Re giustificò la reazione avuta dai popolani e in seguito alle loro richieste annesse San Piero al regio demanio.

Il Re dimorò presso il castello per 3 giorni tra le acclamazioni e i festeggiamenti; ancor oggi, la celebrazione ricorda proprio la “venuta di Federico a San Piero“, con un corteo storico, abiti d’epoca, intrattenimenti musicali e specialità gastronomiche.

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