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Natura di Sicilia: La riserva dello Zingaro

dicembre 4th, 2010 | by Red
Natura di Sicilia: La riserva dello Zingaro
Sicilia
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A pochi chilometri da San Vito Lo Capo si trova la Riserva dello Zingaro. Nella provincia di Trapani ha assunto grande importanza che merita una visita.
È stata istituita con la legge nº 98 del 6 Maggio del 1981 dalla Regione Siciliana.
La riserva si estende per circa 1700 ettari di bosco, con profondità di due chilometri e mezzo e sette di costa.
Si trova nell’area di costa che da Castellammare del Golfo porta fino a San Vito Lo Capo, è può essere visitata a piedi o a dorso di cavallo.
Il percorso più frequentato è quello che si snoda lungo la costa, un altro percorso alternativo invece procede a zig-zag, è più difficile perché investe la costa e il monte Speziale di 913 metri di altezza. Infine un terzo itinerario percorre tutta la Riserva e dalla vetta scende fino alla costa. È vietato il campeggio ma è ugualmente possibile fermarsi a dormire in alcune case ristrutturate. Non mancano le guide e le visite guidate nei posti più interessanti ove è facoltativo fermarsi per riposare o pranzare.

Il terzo itinerario che porta dalla costa alla vetta, o viceversa, attraversa una specie di arco e subito dopo porta a “Cala Ucceri”, una grotta con stalattiti e stalagmiti, poi “Cala Bianca” e ”Cala Rossa”. Dopo una piccola baia si trova “Ruttazza”, una grande grotta alta circa venti metri e altre grotte più piccole, tra le quali “la rutta di li palummi” o meglio la grotta dei colombi selvatici. Ancora più avanti si trova la baia di Guidaloca, che alcuni studiosi dell’Odissea ritengono essere la spiaggia dove Nausica, figlia di Alcinoo re dei Feaci, accolse Ulisse e lo portò dal padre per fornirgli una nave che lo riconducesse in patria. Dopo “La Puntazza” si incontrano i “Faraglioni” di Scopello e dopo “Punta Pispisa” si vedono degli scogli chiamati “U Pettu” per la somiglianza al seno di una donna prosperosa.
Ancora più avanti la zona è chiamata “L’Uvaru”, zona ove i pesci depongono le uova.

Dalla caletta “U Furnu” si raggiunge contrada Marinella, L’approdo dello Zingaro dove un tempo abbondavano alberi di ulivi e carrubbi, e successivamente attecchiva la palma nana.
Nella piana ci sono coltivazioni a vigneto, oliveto e più sparsi alberi di mandorle e frassini. Non mancano comunque piante di sughero, castagni, pini, pioppi e salici.
Tra le piante più frequenti alcune specie di euforbia, di lentisco e altre specie più rare tipiche ed esclusive. La palma nana viene ancora utilizzata per fare scope, ceste, e materassi. Tra i fiori, vari tipi di margherite come la violaciocca e le calende, mentre tra i fiori abbondano i garofani selvatici. Infine tra le piante grasse presenti i fichi d’india e diversi tipi di cactus e di agave.

Lo Zingaro conserva una cinquantina di specie di uccelli. È presente il gabbiano, il nibbio, il gheppio, l’aquila, il corvo imperiale, la poiana, il gufo, il passero e tanti altri.
Tra i mammiferi abbondano i conigli ed è facile intravedere l’istrice, la volpe e vari tipi di roditori. Nella riserva si trova il Baglio Cosenza un vasto fabbricato abbandonato, che attualmente le autorità hanno presentato un piano per la sua ristrutturazione. È circondato da una vasta zona che ancora viene coltivata da agricoltori del luogo con sistemi tradizionali.
Per raggiungere la riserva il punto di riferimento principale è l’aeroporto Falcone Borsellino di puntaraisi dove si concentrano i voli per Palermo da tutti i principali scali italiani.

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