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”L’Uomo Vivo” di Scicli, Pasqua tra sacro e profano in Sicilia

marzo 3rd, 2014 | by Red
”L’Uomo Vivo” di Scicli, Pasqua tra sacro e profano in Sicilia
Pasqua
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Quella Pasqua trascorsa in Sicilia non potrò mai dimenticarla. “Narcotizzato” dai ritmi sonnolenti della mia terra, convinto che le cerimonie compassate del giorno della Resurrezione fossero uguali in tutto il mondo cattolico, mai avrei immaginato quella vera e propria baraonda che avrebbe finito per travolgermi in quel di Scicli, in provincia di Ragusa. Eh, sì, la Pasqua in questo centro nel sud est della Sicilia è davvero spettacolare.

Come ho scoperto tutto questo? In un certo senso me l’ha suggerito Vinicio Capossela o, meglio, la sua canzone: “L’uomo vivo”. La musica e alcuni precisi riferimenti, mi avevano dato l’idea di una processione festosa, di un paese ebbro di gioia.

Trovati alcuni riscontri sul web, mi sono deciso: ho digitato voli Sicilia sui motori di ricerca e… voilà: di lì a qualche giorno mi sono trovato con la valigia in mano all’aeroporto, pronto ad andare alla scoperta di questa bella città barocca (a proposito: grazie ai suoi monumenti, la città è entrata a far del Patrimonio dell’umanità tutelato dall’Unesco) e della sua tradizione più importante.

Ed eccomi, la mattina Pasqua, davanti alla chiesa di Santa Maria la Nova, travolto da un tripudio di colori e da un clima di grande festa. Ed eccolo, l’Uomo Vivo, venirmi incontro: è la statua lignea del Cristo Risorto, risalente al Settecento. In quel di Scicli viene comunemente chiamato “Il Gioia”.

Ma a sconvolgermi non è stata di certo questa pur pregevole opera d’arte, bensì ciò che sarebbe accaduto di lì a poco. Mentre ancora cercavo di rendermi conto di cosa stesse accadendo, un gruppo di giovani si è impossessato della statua. L’hanno alzata il più possibile, come se volessero lanciarla in aria. Poi tutti a gridare “Gioia! Gioia! Gioia!”.

Cose mai viste: è mai possibile solo immaginare una statua, per giunta quella del Cristo, che viene “sballonzolata” prima a dritta e manca e poi avanti e indietro? E ancora: vederla “volare” al cielo mentre tutti intorno se la ridono, fanno festa e trasmettono… gioia? Ebbene: tutto questo non è il frutto dell’immaginazione. È accaduto davvero.

È un rito – semplicemente unico – che si ripete ogni anno. E seppur tendente al profano, almeno all’apparenza, conserva a mio avviso una forte spiritualità: in fondo in questo giorno bisogna far festa, il Salvatore è risorto!

Avvolta da questa incredibile atmosfera, la processione ha attraversato le principali strade del centro siciliano, accolta ovunque dai fiori lanciati dai balconi. Sullo sfondo marce musicali dai ritmi incessanti, come a scandire i movimenti dei portatori. Già, perché lungo tutto il tragitto “l’Uomo Vivo” ha continuato ad ondeggiare pericolosamente. Tante volte sembrava che stesse per cadere, ma in realtà tutti sanno che non accadrà mai.

Credo, comunque, che la parole possano rendere l’idea solo in minima parte. Una situazione del genere va vissuta. Io l’ho fatto e non me ne sono pentito affatto, a maggior ragione perché il centro storico di Scicli è molto bello. Se l’idea piace anche te, scegli l’itinerario che più ti ispira e prenota i tuoi voli Alitalia su Volagratis: troverai senz’altro qualcosa di interessante.

Da Palermo ci vogliono tre ore abbondanti per raggiungere Scicli, ma prevedendo qualche sosta in posti altrettanto interessanti, il viaggio non peserà affatto. Io, avendo meno tempo a disposizione, ho scelto l’aeroporto di Catania.

Ne ho approfittato per visitare questa bella città, poi in un paio di orette ho raggiunto il Ragusano. Tra l’altro sul web ho trovato offerte interessanti. Se vuoi vivere anche tu questa esperienza confronta tutti i voli Roma-Catania e trova il prezzo che fa per te. Regalati questo viaggio a Pasqua: con la festa di Scicli farai di sicuro il pieno di energia. E di gioia.

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