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I carri allegorici, infiorati e in miniatura, di Acireale

febbraio 6th, 2009 | by Red
I carri allegorici, infiorati e in miniatura, di Acireale
Carnevale
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In Sicilia, ad appena quindici chilometri da Catania e 40 km da Taormina, vi è Acireale, un gioiello del barocco Siciliano, una città che ha una storia lunga secoli, che confonde le proprie radici nella leggenda della ninfa Galatea e del pastorello Aci ucciso per gelosia dal ciclope Polifemo. Storicamente il borgo assunse importanza a partire dal XVI secolo affermandosi poi nei secoli successivi. Ad Acireale ha luogo uno dei più famosi carnevali d’Italia. Il Carnevale di Acireale, infatti, è considerato il “più bel Carnevale di Sicilia”.

Le sue origini risalgono al Sei – Settecento, quando Acireale fu uno dei più fiorenti centri di tutta la Sicilia. Da subito diventò una grande festa pubblica con spettacoli, giochi, e feste in maschera. Una delle prime maschere del carnevale acese fu l’Abbatazzu (detto anche Pueta Minutizzu) che, portando in giro grossi libri, ironizzava sulla classe clericale del tempo. Successivamente entrarono in scena alcune maschere nuove: u Baruni (il barone) ed i famosissimi Manti.

Nel 1800 nacque la tradizione della sfilata dei carri, allora carri nobiliari, dai quali i signorotti locali lanciavano cibo e leccornie al popolo. Nel tempo si sono introdotte ulteriori novità, come la tradizione dei minatizzi, poeti dialettali, la cassariata, la sfilata di carrozze che trasportano figuranti, e di giochi popolari come la corsa dei sacchi e le gare gastronomiche. Dal 1929 è annoverato tra i carnevali più spettacolari in Italia per la maestosità delle costruzioni in cartapesta che sormontano i carri in sfilata. Il momento culmine della manifestazione è dato dalle sfilate serali dei carri.

A partire dal tardo pomeriggio, la città si esalta in un suggestivo spettacolo di colori e luci mentre migliaia di persone affollano le strade le piazze del centro. Oltre ai carri sono decine gli spettacoli, concerti, sfilate di majorettes che animano il carnevale per giorni. Totalmente gratuito, vede la folla partecipare attivamente alla manifestazione, che viene trascinata dal generale clima allegro ed euforico. Gemellato con il Carnevale di Viareggio vi è anche la partecipazione di alcuni costumi del Carnevale di Venezia. Sembra che il motto del Carnevale sia di mangiare a crepapelle, prima delle privazioni del periodo di astinenza della Quaresima. Si moltiplicano ovunque i banchetti, seguendo l’antico uso che vuole che il consumo di alimenti in grande quantità serva a propiziare l’abbondanza futura. Si prevedono dei piatti tipici come: i “maccheroni al ragù” preparato con cotenna di maiale e spezie o il “Minestrone del giovedì grasso“. Il piatto tradizionale per eccellenza del Carnevale è la salsiccia (detta in dialetto siciliano sasizza), offerta in piazza arrostita alla brace. Il primato spetta comunque ai dolci: come le Teste di Turco, frittelle ripiene di crema ed uva passa e la Pignoccata. Il dolce più gettonato però è comunque il cannolo, il cui nome proviene forse da canna o cannolo che vuoi dire rubinetto.

 

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