breaking news

Sant’Antonio Abate in Sardegna dove paganesimo e chiesa ballano assieme attorno ai fuochi

gennaio 12th, 2011 | by Red
Sant’Antonio Abate in Sardegna dove paganesimo e chiesa ballano assieme attorno ai fuochi
Carnevale
0
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on Twitter

La Sardegna il 16 e 17 gennaio in ben 63 comuni diversi festeggia l’evento dei fuochi di Sant’Antonio Abate. La tradizione più diffusa prevede che la sera della vigilia si dia fuoco a “sa tuva” ovvero un tronco cavo scelto la sera precedente. Attorno al fuoco acceso, il sacerdote benedice i fuochi in un rito tra il pagano e il cristiano ed iniziano i festeggiamenti a base di vino, pietanze tipiche e dolci.

Si tratta anche dell’inizio ufficiale del Carnevale Barbaricino ed in alcuni paesi in questa data è prevista la prima uscita delle maschere sarde. All’imbrunire, con i colori del cielo sempre più cupi ed i fuochi che rischiarano le strade, l’apparizione delle maschere è veramente un evento affascinante e molto suggestivo.

In particolare ad Ottana le maschere Sos Merdules e Sos Boes escono il 16 Gennaio e partecipano ai festeggiamenti per Sant’Antonio Abate animando la festa e rendendola carica di emozione.

Dalla vestizione alle pantomime inscenate nelle strade del paese i Merdules sono certamente tra le maschere più belle e paurose nello stesso tempo e rappresentano la vita contadina e i suoi animali principali come i buoi (Sos Boes), i maiali (Porcos), gli asini (Molentes) e le capre (Crapolos).

Ad Ottana la tradizione – pressochè intatta – prevede che il sacerdote consegni un antico piatto di rame “S’Affuente” che diventerà uno strumento musicale che percosso verticalmente con una grossa chiave dà il ritmo al ballo tipico di Ottana, l’antico “Ballu de S’Affuente”. Altri strumenti tradizionali vengono suonati dando vita ad un rito collettivo a metà tra festa, esorcismo e liberazione.

Per chi non avesse conoscenza della gastronoma sarda, si tratta di una fantastica occasione per assaggiare alcune delizie di Ottana. Tra queste le “savadas”, dolci di formaggio filante ricoperto di pasta e i culurzones ovvero dei ravioli di formaggio e/o di ricotta. Ma anche  sa galadina ovvero  una gelatina di carne di maiale ed ovviamente salsicce, prosciutto, pane “carasau”, formaggio e vino locale.

Questo è solo l’inizio di quello che è considerato un vero evento in Sardegna ovvero il Carnevale di Ottana le cui maschere hanno stregato Vinicio Capossela che per un intero tour le ha portate in scena durante i suoi concerti.

In altri comuni della Sardegna è possibile trovare varianti dei fuochi, tra maschere diverse e riti simili si tratta spesso di una festa ancora autentica per scoprie una Sardegna sconosciuta.

Cosa aspettate a prenotare il vostro volo ed un hotel in Sardegna per scoprire la magia dei fuochi.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on Twitter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *