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La giostra della Sartiglia al Carnevale di Oristano

febbraio 3rd, 2009 | by Red
La giostra della Sartiglia al Carnevale di Oristano
Carnevale
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Il Carnevale di Oristano famoso per la sua storia, lunga e intrigante, è particolare ed ha molte tradizioni, che sono ancora tramandate in questo periodo per tutta la Sardegna. Prima del carnevale tutto il paese è abbellito di colori e vivacità per la festa.
Diversamente dagli altri carnevali, quello di Oristano ha la tradizione del gioco detto “La Sartiglia”. I partecipanti indossano la maschera di un dio, impugnano una spada e in sella ad un cavallo, alla fine di un percorso, devono infilare le stelle di metallo.

“La Sartiglia” è un gioco importato dalla Spagna nel XIII secolo ed ha avuto molte trasformazioni nel corso del tempo. Al principio era un gioco eseguito solo dalla classe nobiliare, poi ha coinvolto anche le persone più povere, diventando un’espressione di vita quotidiana. “La Sartiglia” ha luogo due volte, l’ultima domenica del carnevale e il martedì grasso.

Secondo la tradizione, quella di domenica è sotto la protezione di San Giovanni Battista,  quella di martedì è protetta da San Giuseppe. Prima che cominci il gioco, il capo corsa, con un rituale molto particolareggiato, viene vestito da bellissime fanciulle su un tavolo, un vero e proprio altare. Il cavaliere non può toccare terra perché deve rimanere puro per gareggiare e vincere. Le ragazze gli mettono un cilindro nero, la mantiglia, una camicia ricca di sbuffi e pizzi, il gilet, il cinturone di pelle e una maschera neutra, androgina, perché deve diventare un semidio sceso tra i mortali per dare loro buona fortuna e mandare via gli spiriti maligni. Il cavaliere fa così il suo ingresso benedicendo la popolazione con un mazzo di viole, simbolo della fertilità e della primavera. Al cavaliere spetta il compito di aprire la Corsa alla Stella. Dopo che il capo corsa parte partono anche gli altri cavalieri, e più stelle sono infilzate più l’andamento dell’anno sarà buono.

Poi ci sono le acrobatiche e spericolate Pariglie e infine il cavaliere sarà costretto a percorrere di corsa la pista disteso di schiena sul dorso del cavallo. Solo allora la Sartiglia viene dichiarata conclusa e il rito consumato.

I piatti tipici carnevalizi di Oristano sono il brugnolus, a base di farina, uova e purea di patate, e l’orillettas, delle listarelle di pasta con il miele.
Oristano è provincia dal 1974 e conta 33.000 abitanti. Anticamente si chiamava Aristianis e fu fondata quando un arcivescovo si trasferì qui e il giudice Orzocco I la eresse a capitale del giudicato d’Arborea. Ad Oristano ci sono tantissimi monumenti storici come la torre di Mariano II, la statua d’Eleonora D’Arborea, la cattedrale di Santa Maria Assunta, la chiesa di San Francesco, la chiesa di San Chiara e la basilica del Rimedio.

Per trascorrere il Carnevale ad Oristano, tra i numerosi alberghi, bed & breakfast e agriturismi, si può scegliere tra l’agriturismo il Giglio, che ha degli ottimi prezzi, o l’albergo a tre stelle Rodia, o ancora il b&b Eleonora, situato nella Piazza Eleonora D’Arborea, nel centro storico della città.

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2 Comments

  1. lucia says:

    im classe hanno dato un compito proprio su questo…….
    Vorrei chiedere un favore… Avete altre immaggini sulla Sartiglia?

  2. ortis says:

    Bellissimo questo carnevale di Oristano, l’articolo poi è scritto in maniera eccellente.

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