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Bicciolano e sua moglie Bela Majin sono le maschere tipiche del Carnevale di Vercelli

febbraio 8th, 2009 | by Red
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Il Carnevale di Vercelli è uno dei  più importanti del Piemonte e dura 16 giorni. Qui ogni anno si organizzano “corsi mascherati”, sfilate di carri allegorici, di due categorie, costruiti dai cittadini dei vari rioni. La preparazione dei carri inizia a fine Agosto e termina a Gennaio. Sono tutti carri di grandi dimensioni con colori sfavillanti.

Le maschere tipiche del Carnevale di Vercelli, sono il Bicciolano e sua moglie Bela Majin, personaggi che vengono impersonati da persone diverse di anno in anno. Antica è la storia a cui questi personaggi sono legati e simboleggiano per lo più l’intenzione di ribellione ai vincoli, alle consuetudini, alle inibizioni della quotidianità. Un modo, insomma, per essere se stessi e non essere riconosciuti grazie alla maschera.

Durante il Carnevale di Vercelli, ai meno fortunati della città viene regalato un sorriso ed un pasto caldo. I pasti offerti per strada, durante le feste che si svolgono in piazza, lasciano ai visitatori un dolce ricordo dei sapori tipici della tradizione, come i formaggi tipici, il caprino Valsesiano, di Rimmella, il Brus, il Seirass, il Gorgonzola, il Maccagno, il Mascarpa, il Motta, il Salagnum, il Sargnon e tanti altri, oppure i salumi e le carni tipiche come il lardo, il castrato, la pancetta, la mortadella di fegato cotta e cruda, salame d’asino e altri ancora, e i Bicciolani che sono biscotti (simili alla pasta frolla e lievemente speziati) che vengono prodotti con metodi di pasticceria artigianale, secondo una ricetta che, da tempo, rimane immutata e che è caratteristica della città di Vercelli. Tutto da degustare con i vini Barbera e Grignolino.

Tanti i monumenti da poter visitare a Vercelli: la Basilica di Sant’Andrea, in stile gotico cistercense, il Duomo di Sant’Eusebio, sorto sull’omonima piazza, con la torre del campanile la cui costruzione risale al XII secolo, l’Archivio Capitolare del Duomo, ove si trovano preziose testimonianze storico- artistiche altomedievali.
Sul lato destro del Duomo, in piazza d’Angennes, sorge il Palazzo dell’Arcivescovado; in via Verdi c’è il Museo Leone. Proseguendo lungo piazza Cavour, c’è la trecentesca torre dell’Angelo, la Chiesa di San Paolo risale al XIII secolo, la Chiesetta di Sant’Anna, in stile barocco, quella di San Cristoforo che ospita le principali opere dell’artista Gaudenzio Ferrari (la Pala della “Madonna degli Aranci” e due cicli d’affreschi). Ed infine il grande Castello quattrocentesco.
A pochi chilimetri da Vercelli si trova l’Isolone di Oldenico, sede di una ” garzaia”, in un ambiente di olmi, robinie e pioppi, che costituisce una Riserva Naturale speciale di 55 ettari. Fa parte del Parco delle Lame della Sesia che si estende per sette chilometri lungo il fiume. Nei suoi boschi ricchi di quercie, olmi, salici, e pioppi trovano rifugio germani reali, alzavole, codoni, morette e moriglioni. A Vercelli si può soggiornare all’Hotel Cinzia o all’Hotel Matteotti, dei 3 stelle a prezzi accessibili, a partire da 65 €. a notte. Oppure si può scegliere una tipica cascina del vercellese che risale al 1796, ristrutturata, che ospita l’Agriturismo “Le Aie”. Questa struttura dispone di 4 camere matrimoniali con servizi (12 posti letto), alcune provviste di una piccola cucina, e altri 12 posti letto, ubicate nell’abitazione del coltivatore con ingresso indipendente. Il costo della camera matrimoniale è di 40 €. compresa la colazione. Il ristorante dispone di 60 posti, con cucina tipica locale. Il costo medio di un pasto completo è di € 23,00 e comprende: 5 antipasti, 2 primi, 1 secondo, dolce e caffè.

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2 Comments

  1. antony-c.93 says:

    mi piace

  2. ortis says:

    Natasha i tuoi articoli non mi deludono proprio mai, sono stupendi come l’autrice!

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