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L’arte del mangiare: il ristorante Piazza Duomo di Alba

settembre 12th, 2008 | by Red
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Tra le colline delle Langhe, nella capitale della storica regione piemontese, la tradizione enogastronomica si è incontrata con l’arte contemporanea per dare vita ad un luogo singolare, dove è possibile gustare piatti raffinati e vini pregiati, mentre si ha l’impressione di visitare un museo. Si tratta di “Piazza Duomo”, un ristorante che deve il suo nome alla denominazione che gli albesi continuano ad usare per indicare Piazza Risorgimento, il cuore della città di Alba (CN), in cui sorge questo insolito luogo di ristoro.

Se è vero che oggigiorno i contrasti non creano stridore, l’idea di accogliere insieme storia e modernità, tradizione e internazionalismo, si è rivelata assolutamente vincente. La storica azienda vinicola Ceretto, proprietaria del ristorante, e gli artisti – architetti e non – che hanno collaborato alla parte estetica del progetto, ne sono gli ingredienti segreti che la rendono così appetibile.

Il ristorante ha aperto i battenti nel marzo del 2006, a seguito di un restauro che ha interessato un palazzo seicentesco, il cui progetto è stato curato dagli architetti americani Bill Katz e Steven Shailer, coadiuvati dagli italiani Luca e Marina Deabate. Anche il design non poteva essere lasciato al caso, ma è stato affidato a Marilena Bonino (arredi) e al francese Jean Bertaud della Matinox (cucine) e coronato dall’intervento di numerosi artisti che hanno arricchito l’ambiente con le loro opere. Donald Baechler, James Brown e Robert Indiana hanno dipinto una serie di piatti che accolgono le pietanze che lo chef Enrico Crippa prepara combinando i sapori locali al suo estro creativo e che sembrano da sole delle opere d’arte effimere.

Nel 2007 altri artisti si sono aggiunti con una nuova serie di piatti, a testimoniare che anche un ristorante nel nuovo millennio può assumere il ruolo di mecenate, continuando a mantenere viva l’attività di “laboratorio artistico” con cui esso è nato e senza dimenticare la grande attrazione che opere di questo calibro possono suscitare sui collezionisti d’arte, dato che i piatti della prima serie sono attualmente in vendita.

Ma l’idea di Piazza Duomo, sebbene sembri così ricercata e, perché no, un po’ altolocata, in realtà si basa sull’esigenza di soddisfare un pubblico più ampio dei soliti intenditori del settore. E’ per questo motivo che il ristorante presenta due proposte: al pianterreno “la Piola”  – in dialetto albese “trattoria” – dove è possibile consumare il piatto del giorno e un dessert e bere vini di giovani produttori – mediamente economici – con meno di venti euro; al secondo una sala dall’arredamento più classico ed elegante dove Crippa cura i più costosi e raffinati “menu della tradizione” e “menu degustazione”. E’ in questa sala che nell’agosto del 2007, l’artista napoletano di fama internazionale Francesco Clemente, ha creato un affresco ispirato all’origine della storia di “Piazza Duomo”: il vino, alla cui produzione l’azienda Ceretto si dedica da più di settant’anni. Un’enorme pianta di vite ricopre le pareti e il soffitto della sala e da essa pendono, al posto dei grappoli d’uva, simboli legati all’immaginario dell’artista e alla tradizione delle Langhe, creando una singolare esperienza estetica e un intreccio di significati in cui lo spettatore si può perdere tra un boccone e l’altro.

E’ finita l’era delle opere d’arte che si possono solo guardare in religioso silenzio: ora l’arte invade anche gli spazi più “profani”, dove si mangia e si beve. Ma in fondo potremmo chiederci: non è anche la cucina un’arte da valorizzare?

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