breaking news

Il monastero benedettino di San Vincenzo al Volturno

ottobre 6th, 2008 | by Red
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on Twitter

Una nuova abbazia degli anni ’60 e le vicine rovine di antichi edifici, dove è ancora possibile trovare le tracce di sontuose decorazioni, ci narrano la storia di un monastero benedettino che fu fondato all’inizio dell’ VIII secolo e che dopo circa cento anni raggiunse delle dimensioni monumentali e un prestigio internazionale.

San Vincenzo è ricordato come una tra le più importanti abbazie dell’Alto Medioevo, nata nel territorio longobardo del ducato di Benevento e poi giunta ad assumere un ruolo di prestigio nella cultura e nella politica di quel tempo, grazie alla protezione di Carlo Magno e dei suoi successori. Oggi il monastero di San Vincenzo è parte del capoluogo molisano di Isernia, al confine con Abruzzo, Lazio e Campania e una comunità di suore benedettine si è qui insediata nel 1990 con l’intento di farlo rivivere.

La visita all’area archeologica ha inizio nel luogo in cui venne fondato il primo modesto nucleo dell’abbazia, per poi proseguire attraverso le costruzioni del IX secolo, culminanti nella grande basilica di San Vincenzo Maggiore che, per dimensioni e magnificenza, poteva gareggiare con una grande chiesa romana come San Pietro, di cui riprendeva alcune forme architettoniche. Purtroppo gran parte delle ricche decorazioni che dovevano ricoprire l’intero complesso abbaziale, dai luoghi di culto più importanti a quelli secondari di semplice passaggio, sono andate perdute. Ma tra i frammenti di affreschi, vetrate colorate e pavimentazioni in opus sectile, è ancora possibile immaginare la magnificenza del monastero e la brulicante vita di centinaia di monaci operosi che la abitavano.

Due cripte sono i punti in cui gli affreschi si sono meglio conservati, quella di Giosuè e quella di Epifanio, dai nomi dei due abati che le fecero costruire e che in esse sono ritratti.

La prima si trova nella basilica di San Vincenzo Maggiore ed ospitava le preziose reliquie del santo titolare. La seconda è situata in una chiesetta di modeste dimensioni ed è custodita come un gioiello perché il complesso ciclo pittorico, ispirato all’Apocalisse di San Giovanni, è quasi interamente integro. E’ uno dei più importanti cicli pittorici di questo periodo (IX sec) anche perché illustra un passo più sconosciuto del testo biblico, il momento immediatamente precedente il Giudizio Universale, quando San Giovanni vede quattro angeli ai quattro angoli della Terra, che fermano i venti e rendono tutto immobile per la venuta dell’Angelo Vendicatore, cioè Cristo, che giudicherà l’umanità.

A pochi passi dagli scavi, sorge invece l’odierna abbazia, costruita negli anni ’60 sul luogo in cui sorse un nuovo più modesto monastero nel XII secolo, distrutto dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Nel frattempo l’antico grande monastero giaceva sepolto e nascosto da una schiera di alberi e terreni coltivati, fin quando nel 1980 incominciarono gli scavi che lo riportarono alla luce.

Chi va a San Vincenzo al Volturno, infine, non può fare a meno di apprezzare il paesaggio: la vegetazione lussureggiante e le montagne che fungono da quinte scenografiche fanno di questo sito un luogo incantato, distante dal centro abitato e perduto in un angolo di terra dallo scenario bucolico.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on Twitter

2 Comments

  1. natasha says:

    Bellissimi gli affreschi all’interno del monastero benedettino. Complimenti per l’articolo.

  2. sara says:

    Deve essere affascinante visitarlo. Brava è un bell’articolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *