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Alla scoperta delle specialità “alla bolognese”

gennaio 14th, 2009 | by Red
Alla scoperta delle specialità “alla bolognese”
Emilia Romagna
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In Emilia Romagna ci sono ristoranti e agriturismi sia lungo la costa, nelle famosissime città del divertimento, Rimini, Riccione ecc., che all’interno della regione, Bologna principalmente, dove potete gustare tante tipiche specialità per le quali è conosciuta anche all’estero.

Emilia-Romagna, una campagna aperta, colorita, espansiva; una terra calma, ferace, fatta apposta per essere coltivata, per offrire le sue molteplici possibilità senza segni di stanchezza, ma con rinnovato vigore. Una pianura interminabile, che anche nel mare ha trovato il modo dì rendersi utile formando vaste risaie e lagune pescherecce.

La buona cucina è una tradizione, la ricca tavola è l’espressione più peculiare di questa terra grassa di verdure gustose, ricca di pascoli di bestiame, festonata dai frutteti e dalle viti tese alte fra pianta e pianta. I suoi boschi, i suoi prati, i pollai, le stalle, i sentieri ombrosi, le cascine e i vecchi casali di campagna sono un richiamo al riposo, alla vita semplice, alle lunghe sieste in un’osteria con il pergolato. I nomi delle sue città, Bologna, Parma, Reggio, Modena, Piacenza, Rimini, Faenza s’accoppiano a ricordi gastronomici sotto il segno dell’abbondanza, della genuinità, della succulenza e della cordialità. L’Emiliano e il Romagnolo hanno prepotenti i sentimenti dell’ospitalità e della compagnia e anche l’aria è come esilarata da uno spirito gioviale.

L’elenco di questa cucina sarebbe lungo e del resto fin troppo noto in Italia e all’estero. Basta dire di un piatto « alla bolognese », perché davanti ai nostri occhi si sollevi leggera e trasparente la sfogliata, arrossata da un sugo denso succoso di carne. Da questa sfoglia, che solo le massaie emiliane e romagnole sanno sapientemente « tirare » con prodigiosa abilità, nascono le tagliatelle, le lasagne verdi, i tortellini bolognesi, i cappelletti romagnoli imbottiti di ricotta, formaggio, petto di cappone cotto al burro, parmigiano, noce moscata e altre spezie. Una tra le preparazioni più caratteristiche di questa regione è l’« erbazzone », una gustosa frittata di bietole insaporita dal classico parmigiano e fritta nello strutto fresco. La varietà dei piatti tipici è pressoché incalcolabile; soffermiamoci sulle cotolette e rognone alla bolognese e anche sul rotolo ripieno in cui è ancora la sfoglia che racchiude i tesori di questa cucina

succulenta e saporita, non certo fatta per stomachi delicati, ma per gente robusta, in confidenza con la salsiccia, i funghi, la carne di maiale e le abbondanti nevicate di parmigiano. In quanto a salumi l’Emilia Romagna ne ha per tutti ì gusti e dì eccellenti qualità: la mortadella di Bologna, i cotechini e gli zamponi di Modena, la salama da sugo di Ferrara, il salame di Felino, il culatello di Busseto. Accanto ai salami il vanto della regione è il formaggio parmigiano indispensabile coronamento di ogni piatto. Ai salumi e al parmigiano viene spontaneo affiancare il pane, un pane croccante e profumato di lievito naturale. Ineguagliabile con i salumi è lo gnocco fritto, una semplice pasta da pane condita con strutto e fritta in olio o strutto. Non possiamo però, in questa limitata e breve rassegna, non parlare di alcuni piatti del buon pesce dell’Adriatico: filetti di pesce sanpietro, calamaretti allo spiedo, rombi ai ferri, sogliole, muggini, aragoste guarnite di prezzemolo e fette di limone. Cuocere e ungere, graduare il fuoco, rivoltare, pennellare, è un’arte che i Romagnoli conoscono bene; anche per brasare, gli ingredienti sono quasi sempre gli stessi: cipolla, prezzemolo, pomodoro, olio, pepe, sale, ma il segreto è di saper drogare con l’aggiunta di altre qualità di odori, di vino e di aceto; inoltre ì Romagnoli sono maestri nella preparazione delle anguille. Assai apprezzate sono le anguille di Comacchio, con le quali si preparano le « anguille in brodetto », un programma che si chiude con l’Albana secco di Romagna. Più modesta, più umile è la pasticceria che non si discosta dalle antichissime usanze primitive, legate ai prodotti semplici e genuini di questa terra benedetta, così i « favini alla ferrarese », la «torta di riso all’emiliana », così il casadello, le frittelle, la ciambella, le castagnole, cose che conservano i caratteri originari sottraendosi alla standardizzazione dolciaria. Su questa abbondanza di minestre, carni, pesci, selvaggina, formaggi, frutta e dolci scorrono i vini delle sue valli: il Lambrusco, il Sangiovese, l’Albana, il Sauvignon, il Malvasia, il Trebbiano.

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2 Comments

  1. ortis says:

    è verissimo la cucina dell’Emilia-Romagna è tra le più buone della penisola

  2. linda says:

    Io sono stata spesso in vacanza a Rimini, e le lasagne emiliane sono una cosa favolosa.

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