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La “Notte dei Diavoli del Martedì grasso” a San Demetrio Corone

febbraio 4th, 2009 | by Red
La “Notte dei Diavoli del Martedì grasso” a San Demetrio Corone
Calabria
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Il Carnevale di San Demetrio Corone, paesino della Calabria, viene festeggiato ricordando la “Notte dei Diavoli del Martedì grasso“. I ragazzi di San Demetrio Corone vagano per le strade al tramonto, urlando a squarciagola, con il corpo cosparso di grasso, coperti con pelli di capra e in capo delle corna. Farli entrare in casa significa perdere qualche salsiccia appesa al soffitto. Questi diavoli di Carnevale rappresentano la tentazione, il demonio pronto a rubare l’anima al carnevale ubriaco.

Tante persone, specialmente gli anziani, nei paesi vicini ricordano i diavoli di San Demetrio poiché nel passato, dopo aver vagato per le strade del paese, andavano a far festa nei locali, mettendo paura e stuzzicando la curiosità degli abitanti. La festa finisce il martedì grasso con il pianto per la morte del Carnevale, detto Zù Nicola. E’ una maschera vestita di stracci, con la barba incolta e con i capelli in disordine. Il poveretto non riuscendo a saziarsi, per i lunghi digiuni, era scoppiato! Ad accompagnare il corteo c’è la vedova, le tante amanti e un prete finto. La vedova non perde l’opportunità di urlare il nome del suo marito defunto scoppiato per il troppo cibo e il troppo bere. Infatti, colui che interpreta Zù Nicola accanto a sé, nella bara, ha un bel fiasco di vino rosso che svuota un po’ alla volta mentre si fa il giro della città. Tipico della cerimonia è sostare vicino alle case delle persone più antipatiche, di quelle più simpatiche del paese e di quelle più in vista per fare battute pungenti.

Zù Nicola rappresenta l’anno vecchio che muore e si porta dietro le tristezze e i mali del passato. La sua maschera ha anche un importante significato morale: un ammonimento non cedere agli eccessi che in occasione di una festa come il Carnevale, era qualcosa di prevedibile.

Il mercoledì delle ceneri personaggi vestiti di bianco si aggirano per le strade, entrano nelle case suonando un campanello, buttano un po’ di cenere, e poi spariscono silenziosamente. Questi giovani che girano per le case rappresentano le anime vaganti in cerca di pace e gettano la cenere per ricordare la fragilità della vita umana.
Nelle case in questo giorno appare una bizzarra bambolina, di nome “Kreshma“, che in testa ha sette penne di un pollo ucciso nei giorni di Carnevale, ciò per ricordare che mancano sette settimane alla Pasqua. Ogni settimana che passa, si stacca una penna. Questo rituale vuole ricordare alla gente che bisogna vivere in penitenza.

Nel periodo di Carnevale, i Sandemetresi partecipavano sempre a delle gare, infatti, ancora oggi ne fanno una, quella del “Gioco della Rrola“. E’ un legno a forma di formaggio che deve essere lanciato lontano in un punto preciso, chi raggiunge quel punto prima degli altri, vince un vero formaggio, che poi mangerà insieme a tutti i partecipanti. A San Demetrio Corone, in provincia di Cosenza, si può alloggiare all’Hotel Pettirosso oppure in altre strutture ricettive dei paesi vicini.

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3 Comments

  1. ortis says:

    stupendo articolo!

  2. chiodi demetrio says:

    Ottima la spiegazione ed un cordialissimo saluto per il proprietario del “PETTIROSSO” di San Demetrio Corone !
    Saluti da
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  3. chiodi demetrio says:

    Bellissimo

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