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Viaggio alla (ri)scoperta di Matera, capitale europea della cultura

ottobre 21st, 2014 | by Red
Viaggio alla (ri)scoperta di Matera, capitale europea della cultura
#Sapevatelo
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La notizia – rimbalzata in ogni angolo d’Italia (e d’Europa) – ha fatto esplodere di gioia la Basilicata. Ebbene sì, ormai lo sanno anche i muri: nel 2019 Matera sarà la Capitale Europa della Cultura. Dividerà il titolo con Plovdiv, in Bulgaria. Il capoluogo lucano ha battuto un concorrenza agguerritissima: ha avuto la meglio su Cagliari, Lecce, Perugia-Assisi, Siena e Ravenna.

Ma non tutto è perduto per queste altrettanto interessanti realtà del Bel Paese: i progetti e gli sforzi profusi nella fase della candidatura avranno comunque la loro visibilità, ha assicurato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.

Premio di consolazione alle città “rivali”

Le cinque città in questione nel 2015 e nel 2016 – magra consolazione – saranno infatti nominate capitali italiane della cultura. Ma è chiaro che ciò non basterà a cancellare la delusione di coloro che fino all’ultimo ha sperato di spuntarla.

Tanta euforia, invece, in quel Matera. Che ha coltivato a lungo questo sogno, mettendo in campo passione e impegno. Un risultato ancor più importante se si pensa che fino a qualche decennio fa la città lucana da qualcuno veniva ancora definita “vergogna nazionale”. Il degrado, infatti, aveva compromesso quel magnifico esempio di integrazione tra uomo e ambiente rappresentato dai Sassi, cuore e simbolo di Matera.

Da “vergogna nazionale” a Patrimonio mondiale dell’Umanità

E invece, in silenzio, passo dopo passo, la città ha saputo risalire la china, fino a ottenere un primo importante riconoscimento: nel 1993 i Sassi sono stati dichiarati Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. Ora quest’altro successo. Che vale doppio, oseremmo dire, visto che è la prima città del Meridione d’Italia a ottenere il prestigioso riconoscimento di Capitale europea della cultura. Finora soltanto Firenze (1986) e Genova (2008) erano riuscite a ottenere questa designazione.

Insomma: questo successo può rappresentare davvero uno stimolo e una riscossa per tutto il Sud d’Italia. Ne è convinto Salvatore Adduce, sindaco della città lucana: “La designazione di Matera – ha commentato – è un esempio di civiltà e riscatto che da Matera e dal Sud arriva all’Europa. Non stiamo più a pietire, ma a dare un contributo su come la cultura possa trasformare un territorio”.

Per Matera ora si aprono davvero grandi opportunità: al di là dei progetti in cantiere per il 2019, c’è da scommettere che già dai prossimi mesi le presenze turistiche sono destinate ad aumentare. Proprio per via della vasta eco che ha avuto la notizia della nomination.

La macchina del turismo si è già messa in moto

In molti sono curiosi di vedere con i propri occhi la città dei Sassi. Alcuni per un interesse reale, altri solo per poter dire: “Io ci sono già stato”. In effetti un po’ tutti si stanno riempiendo la bocca con la parola Matera. Ma sono pochi quelli che la conoscono davvero. La maggior parte degli italiani – inutile girarci intorno o atteggiarsi a piccole enciclopedie viventi – ne aveva sentito parlare solo in maniera vaga.

Sapeva dei Sassi perché così era stato insegnato dai maestri alle elementari. Ma l’idea di organizzare una vacanza a Matera aveva sfiorato l’anticamera del cervello di – sì e no – uno studente ogni mille. Gli altri, invece, pensavano che un sasso lo avrebbero trovato anche per strada, a casa loro, senza arrivare fino a Matera.

Ora le cose sono cambiate. Matera si è fatta un nome. E chi c’è stato per davvero, giura che è oggi davvero bella e accogliente. E anche moderna, pronta a dare risposte ai sempre più esigenti viaggiatori digitali. La città dei Sassi merita in pieno il titolo di Capitale della Cultura Europea. Ben venga, dunque, la curiosità di quanti da oggi in poi intendono scoprire questa affascinate realtà di un Sud che ha voglia di mettersi alle spalle al passato e di crescere.

Sassi e dintorni, da sempre a Matera la cultura è di casa

Ma cosa c’è da vedere? Beh, i Sassi da soli bastano a giustificare una visita: il centro storico, tra qualche “casa grotta” e musei di ogni genere, offre una marea di spunti agli amanti della cultura. A partire dalla zona del Sasso Barisano, caratterizzata da architetture più curate. A proposito: in quella case scavate nella roccia è anche possibile dormire. Un modo per sentirsi davvero calati nella realtà che si sta visitando.

Da vedere anche la cattedrale, che abbraccia vari stili (dal romanico al barocco). Mentre la chiesa dedicata a San Giovanni Battista conserva la sua originaria architettura romanica. Nel circondario le riserve naturali si trovano praticamente ovunque. È il caso del Parco della Murgia Materana. Tra l’altro dal Belvedere di Murgia Timone offre un magnifico panorama sul Sasso Caveoso.

Interessanti, sempre in zona, le cripte e le chiese rupestri. Da vedere anche la Matera sotterranea, con i sistemi di raccolta del’acqua piovana. E poi ci sono gli itinerari che vi portano sui luoghi dei film. Matera, per la sua particolare conformazione, è stato un set amato da tanti famosi registi. Ecco un paio di esempi: Pier Paolo Pasolini ci ha girato alcune scene del “Vangelo secondo Matteo”, Mel Gibson la “Passione di Cristo”. Naturalmente meritano anche i prodotti gastronomici. Ma questa è un’altra… cultura.

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