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Eremi abruzzesi, perle di natura e architettura

agosto 28th, 2008 | by M.An.To
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I quasi cento eremi – tanto numerosi quanto suggestivi – che l’Abruzzo custodisce nel suo complesso di beni ambientali costituiscono un patrimonio che in Italia appartiene solo a questa regione, che Ignazio Silone soleva descrivere come “forte, taciturna e dalle spalle quadre”. Una testimonianza così imponente dell’esperienza religiosa eremitica si ha infatti soltanto in questo territorio del Bel Paese, ove si percepisce ancora chiaramente il ruolo determinante svolto dall’ambiente geografico e da Madre Natura nel condizionare i modi di vita e le espressioni culturali delle genti d’Abruzzo.

Santo Spirito a Majella, monastero rupestre a 1132 mt sul livello del mare, è senza dubbio tra i complessi monastici più grandi del massiccio montuoso da cui prende il nome, oltre che il più ricco di storia e tradizioni. Sorge a circa otto chilometri dal paese di Roccamorice, in provincia di Pescara e come per molte altre costruzioni simili non è dato sapere con certezza la data di realizzazione. Tutto lascia presupporre che l’origine sia anteriore al Mille.
Tra le presenze più famose, Pietro da Morrone – eremita celebre per la sua rinuncia al papato – che vi si trasferì intorno al tredicesimo secolo. Moltissime sono le leggende legate a questo luogo di culto e in particolare a Pietro da Morrone.

Storie di diavoli, di profanazioni sacrileghe e di esemplari punizioni tutte imperniante intorno alla figura del Santo eremita. Un tempo, numerose compagnie di pellegrini giungevano alla badia risalendo le valle e valicando la montagna per andare a conoscere il sant’uomo che aveva fatto della solitudine e del supplizio la sua ragione di esistere.
Oggi il promontorio si anima di devoti che accorrono in occasione dell’apertura della “Festa della Perdonanza” il 29 agosto, per valicare la Scala Santa.

La parte bassa del complesso è costituita da tre settori che comprendono la chiesa, la sagrestia e l’area abitativa. I primi due settori appoggiano alla parete rocciosa, creando un corridoio che porta alla foresteria.
Da qui si prende per la Scala Santa che porta a due grandi balconate rocciose e all’oratorio della Maddalena. Un sentiero segnato a tratti riporta in basso, verso il grande piazzale antistante la chiesa. Su un lato, a valle si apre l’ingresso all’Eremo, nucleo originario interamente scavato nella roccia, intorno al quale si è poi sviluppato il monastero.

Perla di storia e architettura, Santo Spirito a Majella rappresenta una tappa imperdibile per gli appassionati di cultura e tradizione religiosa, che in Italia – si sa – custodisce ancora grandi ricchezze, annoverando tra le più spettacolari, quelle abruzzesi.

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