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Il brand Italia non tira più: il Bel Paese scivola al 18esimo posto

novembre 18th, 2014 | by Red
Il brand Italia non tira più: il Bel Paese scivola al 18esimo posto
#Sapevatelo
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L’Italia? Non solo non è un Paese per giovani, ma ha perso parte del suo appeal anche dal punto di vista turistico. Per non parlare degli investitori: dalla nostra Penisola si mantengono a distanza di sicurezza. Siamo in profonda recessione, anche per ciò che riguarda la qualità della vita.

Questa, purtroppo, non è la solita chiacchiera da bar. Non c’entrao quei personaggi – concepiti dal genio di Fabrizio De Andrè – che passano il loro tempo a “stratracannare, a stramaledire le donne, il tempo ed il governo”. Che piaccia o no, questa è la sintesi dei dati del Country Brand Index, lo studio condotto da FutureBrand che per l’appunto dà le pagelle ai vari Paesi prendendo come riferimento una serie di parametri.

Ebbene: l’Italia in questa speciale classifica è precipitata al 18esimo posto. È fuori anche dalla top ten. Il nostro brand non tira più. Al primo posto di questa classifica – frutto dei dati raccolti tra migliaia di opinion maker e frequent flyer per turismo e business – per la prima volta si piazza il Giappone: il suo “brand” continua ad andare fortissimo.

Il Giappone conquista il primo posto, secondi gli svizzeri

È una meta trasversale, nel senso che piace ai turisti, ai businessman e agli studenti. E a tanti non dispiacerebbe affatto viverci, nel Paese del Sol Levante. Al secondo posto c’è la Svizzera, seguita da Germania, Svezia e Canada. Al sesto posto c’è la Norvegia, settimo e ottavo posto per Stati Uniti e Australia, mentre al nono e al decimo si piazzano Danimarca e Austria.

E l’Italia? Poggiata su un piano inclinato, continua a scivolare giù. Ma per una volta proviamo a guardare il bicchiere mezzo pieno. In fondo non tutto è da buttare: l’arte, la cultura, la gastronomia e la natura rappresentano senz’altro un ottimo biglietto da visita.

Le nostre pecche: infrastrutture, sicurezza, scarsa attenzione per l’ambiente

Ma è il rovescio della medaglia che finisce per svilire, mettere in secondo piano un patrimonio comunque notevole (e invidiato in tutto il mondo): le infrastrutture sono scarse e lasciano a desiderare, c’è una scarsa percezione di sicurezza, c’è poca attenzione per l’ambiente (in qualche modo anche le alluvioni di queste ultime settimane sono legate a una pessima tutela dell’ambiente in cui viviamo).

Neanche la qualità dell’istruzione e i servizi sanitari ci premiano. La qualità della vita dell’Italia – dove anche la libertà politica è messa in discussione dal Country Brand Index – è diventata qualcosa di astratto, una sorta di Eldorado: impossibile da trovare, oggi come oggi.

Arranchiamo. Tiriamo a campare, senza avere la forza (e forse la volontà) di rialzare la testa e tornare ad essere un punto di riferimento a livello mondiale. Neanche a livello di tecnologie evolute siamo messi bene. E forse anche per questo gli investitori snobbano l’Italia. Nonostante il Made in Italy continui ad avere il suo appeal.

Le possibili strategie di rilancio

Ma c’è qualche possibilità di invertire la rotta? Silvia Barbieri, Head of Strategy di FutureBrand Italia, prova a indicare la via. E a ricordare che da soli cultura, bellezza e cibo non ce la fanno a tirare la carretta: “Fino a qualche tempo fa – spiega – questo approccio bastava a reggere il brand Italia: ora si devono creare alleanze operative e reti di eccellenza, nel rispetto delle diversità culturali”.

Se non altro la singola voce “turismo” continua a mantenere le sue posizioni di vertice. Ma anche su questo fronte ci si sta avviando verso un lento declino. Non siamo più i primi. Lentamente perdiamo terreno rispetto ad altre realtà che – per l’appunto – il loro brand sanno venderlo molto bene.

I campanelli d’allarme stanno suonando già da un pezzo, ma almeno per ora i progetti di rilancio del settore restano chiusi nei cassetti, nonostante gli annunci più o meno pomposi. Del resto gli adagi popolari insegnano: la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni.

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