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Carnevale molisano, l’antico rito dell’Uomo Cervo

febbraio 9th, 2010 | by M.An.To
Carnevale molisano, l’antico rito dell’Uomo Cervo
Carnevale
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Si perde nella notte dei tempi il rito dell’Uomo Cervo “Gl Cierv” a Castelnuovo al Volturno in provincia di Isernia. L’ultima domenica di Carnevale la frazione di Rocchetta al Volturno un rituale magico-religioso che ha origini antichissime. I primordiali istinti umani sono rappresentati in una pantomima che coinvolge un intero paese. E’ l’imbrunire quando si sente uno strano rumore provenire dalla parte alta dell’abitato. Dapprima un rumore indistinto, poi sempre più chiaro: è il tintinnio di più campanacci, suonati con una cadenza ossessiva. La gente prova un brivido quando il gruppo di figure appare sulla sommità della salita che porta anche al borgo vecchio. Come uscite da un incubo giungono le Janare, le streghe, dai lunghi capelli stopposi, dai volti grifagni. Esse scendono verso il pubblico sconcertato e incuriosito, suonando il campano con ritmo sempre più serrato, movendo passi di una lugubre danza ad annunciare che un evento straordinario e terribile sta per accadere. Giunte nella piazza, queste singolari creature sciolgono il loro sodalizio e si disperdono correndo tra le case e la gente. L’atmosfera, carica di tensione, è pronta ad accogliere l’evento.

Ed ecco gli zampognari che, con passo lento come la melodia delle loro zampogne, avvertono che sta arrivando. Un grido allarmato risuona nell’aria greve: “Gl’ Cierv’! Gl’ Cierv!”. Con grandi corna ramificate sul capo, interamente coperto di ruvide pelli, il volto, le mani dipinti di nero e il petto ornato di campanacci difformi, l’Uomo Cervo, gl’ Cierv, ostenta tutta la sua forza, vitalità e cattiveria. Assecondato dalla sua compagna Cerva, aggredisce e distrugge tutto ciò che incontra sulla sua strada, terrorizzando il paese. Solo Martino, misterioso personaggio vestito di bianco e con un lungo cappello a cono, mago o folletto venuto dalla montagna, cerca di arginare la furia delle Bestie. Con loro ingaggia una lotta impari, armato soltanto del suo bastone.

Dopo un duro combattimento fatto di salti, corse, capriole, bramiti spaventosi, Martino riesce a soggiogare l’Uomo Cervo e la compagna, legandoli strettamente con una corda. Ma essi si liberano riprendendo a sfogare tutta la potenza animale e nulla sembra più in grado di fermare le Bestie. Ecco allora comparire, materializzato dal destino, il Cacciatore. Impassibile come un giustiziere si pone di fronte all’Uomo Cervo e alla sua compagna. Freddo e preciso li colpisce. Le Bestie lentamente si accasciano in un improvviso silenzio. Adagio il Cacciatore si avvicina ai due corpi inerti, su di loro si china e soffia nelle loro orecchie e, come per incanto le Bestie rivivono, mondate da ogni male, in una ritrovata dimensione naturale. E la festa ha inizio!

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