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Carnevale in Molise: “I Mesi dell’anno” a Bagnoli del Trigno tra rito e tradizioni

febbraio 9th, 2010 | by M.An.To
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E’ un Carnevale antichissimo quello che si festeggia a Bagnoli del Trigno, in provincia di Isernia. Un rito che andrà in scena domenica 14 febbraio (ultima domenica di Carnevale) la XVII edizione del Carnevale de “I Mesi dell’anno” di Bagnoli del Trigno, una delle rappresentazioni carnascialesche più importanti del Molise che ogni anno richiama migliaia di visitatori. Organizzato dalla Compagnia di Cultura Popolare “La Perla del Molise”, si tratta di un evento spettacolare, un antico rito che è parte integrante della cultura di questo suggestivo centro ricco di storia, ma soprattutto per la sua incantevole bellezza.

Il Carnevale dei Mesi anticamente veniva svolto, infatti a Bagnoli, da contadini che a cavallo di asini e accompagnati da musicanti, vestiti con foggia tale da significare i vari mesi dell’anno, giravano per le strade del paese cantando la canzone dei mesi. Protagonista indiscusso della festa era Francische r’ giuller, maschera carnascialesca di origini bagnolesi che, a cavallo di un asino anche lui, assurgeva al ruolo di re Carnevale e andava cantando “sanghe d serenella”, canzone in cui da poveruomo qual’era dichiarava la sua gioia di vivere e il sentimento per la sua amata Pacchianella.

Da circa venti ani, il canovaccio della manifestazione – riportato in auge dalla Compagnia di Cultura Popolare – pur con piccole modifiche, è rimasto quello dell’antica tradizione contadina e proprio per tale ragione, a precedere la rappresentazione dell’ultima domenica di Carnevale, dal 10 febbraio sarà aperto un vero e proprio teatro del tempo: in dodici locali del centro storico verranno ricostruite le stesse scene che un tempo venivano rappresentate sui carri anch’esse animate con tipici spaccati di vita contadina e gustose scenette comiche spesso tratte da vicende realmente accadute. Un percorso museale, ma un percorso vivo.

Numerosi stand gastronomici, ciascuno con un piatto tipico del mese, e la presenza di gruppi folkloristici e artisti di strada faranno da contorno alla rappresentazione, che a buon diritto può essere considerata anche una rassegna dell’antica civiltà contadina, con uno spettacolo che si annuncia davvero mozzafiato.

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