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Il museo del Paleolitico di Isernia, un’occasione per scoprire la regione che “non esiste”: il Molise

ottobre 7th, 2014 | by Red
Il museo del Paleolitico di Isernia, un’occasione per scoprire la regione che “non esiste”: il Molise
#Sapevatelo
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Da qualche tempo è diventato un tormentone, soprattutto sul web: il Molise da più parti è etichettata come la regione che non esiste. In realtà esiste eccome. I molisani ormai non ci fanno più caso. Certi sfottò non interessano: sanno di esistere e sono fieri della loro terra. Né si preoccupano di chi mette in discussione la loro autonomia: in fondo – dicono alcuni politici – ha gli stessi abitanti di un quartiere di Roma, ragion per cui questa regione potrebbe essere accorpata tranquillamente ad altre.

Ebbene: nemmeno questi calcoli da contabili da quattro soldi scalfiscono la fierezza dei molisani, ereditata dai Sanniti. Per intenderci l’unico popolo italico che riuscì a contrastare lo strapotere dei Romani. L’umiliazione subita alle Forche Caudine vi ricorda qualcosa?

Questa piccola regione italiana, che si estende tra la dorsale appenninica e il mare Adriatico, è un territorio ricco di storia, di cultura, di tradizioni, di bellezze della natura. Ma al tempo stesso è una terra ancora poco conosciuta. Non si è saputa “vendere”. Di qui gli sfottò di coloro che – in particolare su Facebook – parlano di regione che non esiste.

Terra di grandi tradizioni e con un patrimonio ambientale unico

In Molise certe tradizioni ed usi, altrove ormai dimenticati, sono più che mai vivi, così come visitando alcuni borghi ci si può imbattere in chi gli antichi mestieri, non senza sacrifici, ancora li mantiene in vita. Questa terra può essere il posto ideale per trascorrere qualche giorno di relax, sulle spiagge di Termoli, oppure visitare le zone interne dove la natura saprà affascinarvi con le tante aree protette.

Già, perché il Molise, insieme ad Abruzzo e Lazio, fa parte del Parco Nazionale (Pnalm). Ma non solo: a Collemeluccio e Montedimezzo, in provincia di Isernia, ci sono due riserve Mab dell’Unesco. Altra particolarità del territorio: la presenza degli storici ‘Tratturi’, le antiche strade della transumanza.

Il museo del Paleolitico di Isernia: alla scoperta delle origini dell’Europa

Insomma: ci sono tanti motivi per fare una capatina in Molise e numerosi siti archeologici da visitare. In pochi sanno, ad esempio, che a Isernia c’è il Museo del Paleolitico, un sito di assoluto rilievo, tenuto in grande considerazione dalla comunità scientifica internazionale.

Non a caso l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, proprio durante una sua visita in Molise, definì Isernia “prima capitale d’Europa”. In località La Pineta, infatti, sono stati trovati reperti risalenti a 600mila anni fa. L’ultimo per importanza è il dente di un bambino, una scoperta annunciata l’estate scorsa dal professor Carlo Peretto, docente dell’Università di Ferrara e responsabile degli scavi.

Questi ritrovamenti hanno contribuito a far chiarezza sull’epoca del primo popolamento del nostro continente e ne rappresenta la più completa testimonianza. Il sito è nato intorno ad uno dei più importanti ritrovamenti della storia, che avvenne quasi per caso nel 1979 (durante i lavori di realizzazione di una strada) ad opera del ricercatore Solinas, archeologo per hobby.

Trovò inconfondibili tracce di insediamenti umani. Le selci lavorate e le ossa di animali rinvenute hanno in effetti permesso di ricostruire le abitudini e il vivere quotidiano degli uomini vissuti da queste parti oltre 600mila fa.

Il 12 ottobre il museo del Paleolitico apre le porte alle famiglie

Per saperne di più su questo importante sito archeologico c’è una buona occasione da cogliere al volo: potrete approfittare della giornata delle famiglie che si terrà il prossimo 12 ottobre presso il Museo. In questo modo potrete cogliere l’occasione per partecipare a laboratori didattici e dar modo ai bambini di vedere, con i propri occhi, ciò che studiano sui libri di scuola.

Potranno ammirare momenti di vita di milioni di anni fa, dall’accensione del fuoco ai resti degli animali di cui si nutrivano i nostri antenati, oltre alle zanne di elefante, ai canini di ippopotami, alle corna ramificate dei megaceri o quelle dei bisonti. Un’esperienza sicuramente unica, da non lasciarsi sfuggire per fare un vero e proprio salto indietro nel tempo.

Oltre al padiglione riservato alla didattica, il museo isernino è interessante anche perché, area della paleosuperficie a parte, offre la possibilità di osservare da vicino la zona ancora interessata dagli scavi.

Soprattutto nel periodo estivo è possibile vedere gli archeologi al lavoro e – perché no? – scambiare con loro quattro chiacchiere. Non resta che approfittarne, dunque: il 12 ottobre c’è una grande occasione di passare una giornata insieme alla vostra famiglia, all’insegna della cultura.

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One Comment

  1. Domenico says:

    Esiste anche questo:

    Il Parco Regionale dell’Olivo di Venafro è la prima area protetta dedicata all’olivo, unica nel suo genere nel Mediterraneo. La sua istituzione intende promuovere e conservare l’olivicoltura tradizionale che a Venafro ebbe fasti e splendori, tanto che i Romani ritenevano l’olio prodotto in loco il più pregiato del mondo antico. Nessun luogo al mondo coltivato ad olivo, infatti, può vantare simili tradizioni e citazioni letterarie. Il Parco è anche occasione di riscatto per un territorio penalizzato negli ultimi decenni dall’incuria e dall’abbandono, a dispetto delle sue qualità paesaggistiche, naturalistiche e storiche.

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