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Otto week-end in Valtellina per i Sapori autunnali

settembre 21st, 2009 | by Red
Otto week-end in Valtellina per i Sapori autunnali
Viaggi del gusto
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In Valtellina otto week-end da fine settembre a metà novembre  sono dedicati ai  Sapori d’Autunno”. Nella città di Teglio i ristoranti che aderiscono all’iniziativa offrono gustose proposte gastronomiche a tema. Tra i protagonisti i funghi, la cacciagione e i sapori autunnali.
La Valtellina, è una delle più straordinarie vallate d’Italia. Un’antica terra che si estende da Colico a Bormio seguendo il solco dell’Adda: Sondrio, Poggiridenti, Ponte, Teglio, Bormio, l’Aprica, Chiavenna, un itinerario che ci offre bellezze segrete conservate gelosamente nel tempo. Vecchie case, campanili di pietra, tabernacoli sparsi sui sentieri, archi potenti, fortezze e castelli severi ci parlano di una terra solida, fedele, bellissima.

Più che nei centri urbani, il carattere di questa regione si coglie nei piccoli paesi disposti a mezza costa, distesi in fondo e allo sbocco delle valli, arrampicati in cima alle colline dove vivono i Valtellinesi che non sono emigrati in città, fedeli alle loro montagne, restii alle novità del modernismo, attaccati a un passato di cui vanno fieri.
Si comprende così la natura intima della loro cucina: succulenta, talvolta pesante, ma pregna di un’antica fierezza, avviluppata in un sapore agreste: farina di grano saraceno, latte, formaggio di « casera » e funghi porcini freschi sono gli elementi base che, uniti a legumi e verdure, troviamo nelle loro minestre, nei risotti, nelle pietanze e nelle polente.

Sono ingredienti che ci richiamano le ricette di una volta, più massicce di quelle moderne, in apparenza più faticose, ma lavorate a mano, con pazienza; anche la cottura era lunga, lenta e consentiva ai cibi di amalgamarsi, trasformarsi e diventare meno pesanti. Soltanto i Valtellinesi sanno preparare bene la loro « bresaola », uno squisito filetto di bue salato e conservato, condito poi a tavola con olio e limone; sembra una cosa facilissima prepararlo, ma in realtà occorre non poca perizia altrimenti il gusto delle fette sottilissime si altera. E che dire della « polenta taragna », che nel luogo chiamano « tocc », cona dita sul fuoco con burro e formaggio in quadretti in quantità molto abbondanti?

Un’altra specialità è il « cosciotto di camoscio in salmì », un piatto superbo che si accompagna magnificamente alla polenta gialla. A Teglio si possono gustare i «pizzoccheri», conditi con il « bitto », il tipico formaggio valtellinese che serve anche per insaporire quei bei ravioloni farciti, gli « sciatt di bitto », come dicono nel dialetto regionale.
Altrettanto robusti e generosi per accompagnarsi a questa cucina sono i vini della Valtellina: i più famosi, il Grumello e il Sassella, sono vini che resistono a lungo invecchiamento e che nascono nei fitti vigneti dei declivi tra il silenzio del quieto mondo dì montagna.
Una cucina senza estri vistosi, senza eccentricità, che riassume i due caratteri salienti degli abitanti di questa vallata: semplicità e fierezza.

Informazioni:
Ufficio IAT Teglio
tel. 0342 782000
info@teglioturismo.it

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One Comment

  1. magda says:

    è una bella iniziativa!

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