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Social eating, quando il turismo ti prende per la gola

novembre 19th, 2015 | by Red
Social eating, quando il turismo ti prende per la gola
#Foodies
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Va’ dove ti porta la pancia. Per i #foodies è questa la bussola che indica la destinazione da scegliere quando si ha qualche giorno libero per concedersi una vacanza. Per un italiano, poi, diventa quasi un imperativo: la buona cucina è nel suo dna e non può separarsene.

Nemmeno in vacanza. Siamo così esigenti che anche quando andiamo all’estero pretendiamo di mangiare italiano. Salvo poi lamentarci perché ci hanno propinato ciò che in fondo ci aspettiamo: una schifezza.

Non è un caso, dunque, che la gastronomia stia in qualche modo influenzando il settore turistico. Lo dimostra la crescita costante del cosiddetto “social eating”. Chi era costui? Lo spiego a chi è a “digiuno” di web e community.

Sui social a caccia di pranzi raffinati e buona compagnia

Il social eating è un fenomeno in forte crescita che fonde in un unico calderone (pardon… pentola) varie esigenze: quella di cercare destinazioni originali e raffinate, quella di estasiare il palato con prelibatezze locali e quella – ultima ma non ultima – di stare in buona compagnia.

Eh sì, diciamocelo: che noia quelle cene a due in un ristorante qualsiasi, quando invece potresti stare in compagnia di nuovi amici! Magari a casa loro, magari in un luogo caratteristico. È tutta un’altra atmosfera quando si conosce gente nuova per scambiare quattro chiacchiere, risate e per degustare un buon calice di vino o una birra particolare.

Il turista 2.0 (o 3.0, poco importa) oggi vuole qualcosa di diverso rispetto alle proposte classiche del turismo di massa. Vuole qualcosa che vada oltre la visita al solito museo o la sosta in quel locale con il “menu turistico 15 euro”, dove ti aspettano quattro spaghetti scotti, una bistecca in vero cuoio e un dolce ibernato dai tempi del naufragio del Titanic.

Mangiare in case bellissime, nel cuore delle località turistiche

Ecco, allora, che il social eating ti apre le porte verso un mondo nuovo, che non può non entusiasmarti. È un mondo nel quale trovi gente disposta a mettere a disposizione la propria casa per organizzare pranzi e cene in cambio di una piccola somma per coprire le spese dell’evento.

Ovviamente si parla di cifre più che abbordali, se non convenienti. E poi vuoi mettere? Le location proposte sono sempre da urlo. Semplicemente spettacolari.

Me ne sono reso conto qualche giorno fa, quando un mio amico “gnammer”, sapendo che ero in procinto di partire per un week end a Roma, mi ha consigliato di evitare il solito ristorante (o, peggio, fast food) e di cercare qualcosa su Gnammo.com. Stop… fermi un attimo: di cosa stiamo parlando?

Gnammo, la chiave che ti apre tutte le porte

Ebbene: Gnammo è il primo portale italiano dedicato al social eating. Ha fuso due caratteristiche che distinguono la cultura italiana: cibo e convivialità. Mentre gli gnammers sono sia coloro che mettono a disposizione la casa, sia coloro che partecipano all’evento gastronomico.

E non vi dico che sorpresa: il paradiso del buongustaio! Ho inserito la parola chiave Roma… et voilà: sono stato travolto da una marea di special dinner, cene speciali dai menu davvero particolari.

Metti una cena a Roma, a casa di amici

Tanto per rendere l’idea e far venire l’acquolina in bocca anche voi, cito qualche proposta: si va dal fantasioso “Non credo ai miei gnocchi” al più diretto “Famose ‘na biretta”, dalle olimpioniche “Panzerottiadi” all’attualissima “Cena dai sapori autunnali”. E ancora: carbonare, dolci, menu etnici e ogni altro ben di Dio.

Per non parlare delle case: belle, accoglienti e dalle vedute sublimi. Non capita tutti i giorni di pranzare su un terrazzo con vista sui tesori dell’antica Roma. Non è per tutti cenare in quell’attico che si affaccia sull’indescrivibile Piazza Navona.

“Dai, mi stai prendendo in giro, questo sito web è una bufala. Non è possibile una cosa del genere”, ho detto al mio amico gnammers mentre sognavo una special dinner tutta per me e per la mia dolce metà.

Non era una frottola. A Roma, con i nuovi amici incontrati a cena, ho trascorso il week end più bello della mia vita. Non ho dovuto fare a sportellate con i turisti in fila per un panino. Ho conosciuto l’altra Capitale, quella inaccessibile ai turisti.

Mi sono sentito davvero a casa mia. In realtà, quando ho aperto la porta per tornare in albergo, ho scoperto che non era un sogno: ero ancora nella Città Eterna, tra le più belle al mondo. Anzi, la più bella, perché dopo aver soddisfatto pancia e palato c’è ancora più gusto a perdersi tra quelle vie che profumano di secoli di storia.




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