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Vacanze in bicicletta, libertà di viaggiare

maggio 16th, 2012 | by Red
Vacanze in bicicletta, libertà di viaggiare
Vacanze e sport
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Le vacanze in bicicletta sono faticose? La prima risposta che verrebbe in mente è Sì…enormemente faticose…in realtà i viaggi in bici possono essere rilassanti e offrono tantissimi vantaggi, uno su tutti… la libertà! Libertà di muoversi, di scoprire e “assaporare” i luoghi che si sceglie di visitare…lentamente. Da soli o in compagnia, scegliendo la propria andatura e le tappe da fare.

Viaggiare in bici offre la possibilità di godersi ogni più piccolo particolare del proprio itinerario. In macchina, in treno, in aereo certe piccole sottigliezze del territorio che ci circonda non si riuscirebbero a cogliere con altrettanta facilità. La filosofia di una vacanza in bici può essere racchiusa in pochi, semplici concetti: oltre alla libertà di movimento, il pieno godimento della strada, c’è il divertimento, il gusto di stare insieme, e quel pizzico di avventura che non guasta mai. E poi vuol dire ritrovare quel giusto equilibrio psico-fisico  vivendo un’esperienza unica. Perché il fine non è quello di dimostrare la propria potenza fisica ma mettersi alla prova più che altro con se stessi … e vincere, non ha prezzo!

Sarà anche per questo che sempre più persone, soprattutto quelle particolarmente attente all’ecosostenibilità ambientale, scelgono questo tipo di vacanza. Itinerari cicloturismo sempre più gettonati dunque, e l’offerta col passare degli anni si sta ampliando notevolmente. Tant’è che sono nate strutture ricettive specializzate per gli amanti di questo tipo di vacanza, i cosidetti hotel bike friendly.  Che si tratti di vacanze in Italia (vale davvero la pena visitarla a bordo delle due ruote) o all’estero, vuol dire riscoprire il vero piacere di esplorare in tutto relax, dove la bici non è un mezzo di trasporto, ma una vera e propria compagna di viaggio.

E a proposito di bici, volete sapere chi l’ha inventata? Ebbene, la prima bicicletta – secondo alcune testimonianze storiche – è da attribuire al barone Karl von Drais, un impiegato del Gran Ducato di Baden, in Germania che inventò la sua “Laufamachine” nel 1917, per trovare una valida alternativa all’uso del cavallo. I pedali furono aggiunti solo cinquant’anni dopo. In realtà, la prima traccia della bicicletta la troviamo nel Codice Atlantico di Leonardo da Vinci e, non ce vogliano i tedeschi, ma preferiamo attribuire questa invenzione al nostro grande, indiscusso e intramontabile genio italiano.

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