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San Valentino a Terni

febbraio 4th, 2011 | by M.An.To
San Valentino a Terni
Primo Piano
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San Valentino, dove portare la vostra dolce metà per festeggiare il giorno degli innamorati? Un dilemma, le proposte verso destinazioni romantiche si moltiplicano con il passare delle ore ormai; noi vogliamo proporvi un viaggio quanto mai significativo: a Terni (dove mai sennò?) nella città che ha dato i natali al santo.

L’Umbria è già bella e suggestiva di per sé, ma a San Valentino – credetemi – la città di Terni può regalare emozioni incredibili. Lì dove tutto è nato. Ma come è nato? Successe che la Chiesa cattolica era decisa e mettere fine al rito pagano per la fertilità praticato dagli antichi romani fin dal quarto secolo avanti Cristo. Era un rito dedicato al dio Lupercus: i nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo dio venivano messi in un’urna e opportunamente mescolati. Un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinché il rito della fertilità fosse concluso. L’anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie. La chiesa volle metter fine a questa pratica e i padri precursori cercarono un santo “degli innamorati” per sostituire il rito a Lupercus. Così trovarono un candidato probabile in Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima. Perché proprio lui?
La leggenda racconta che a Roma, nel 270 dopo Cristo il vescovo Valentino di Interamna, (oggi città di Terni), amico dei giovani amanti, fu invitato dall’imperatore pazzo Claudio II e questi tentò di persuaderlo ad interrompere questa strana iniziativa e di convertirsi nuovamente al paganesimo. San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua fede e, anzi, tentò di convertire Claudio II al Cristianesimo. Per questo fu imprigionato.
Si racconta che mentre Valentino era in prigione in attesa dell’esecuzione, si fosse innamorato della figlia cieca del suo carceriere – Asterius – e che con la sua fede avesse ridato miracolosamente la vista alla fanciulla. Si racconta anche che prima della sua morte le avesse firmato un messaggio d’addio: “dal vostro Valentino,” una frase che visse lungamente anche dopo la morte del suo autore.
Valentino venne arrestato una seconda volta sotto Aureliano, succeduto a Claudio II. L’impero proseguiva nelle sue persecuzioni contro i cristiani e poiché la popolarità di Valentino stava crescendo, i soldati romani lo catturarono e lo portarono fuori città lungo la via Flaminia per flagellarlo, temendo che la popolazione potesse insorgere in sua difesa. Questo arresto gli fu fatale: morì decapitato nel 273 per mano del soldato romano Furius Placidus, agli ordini dell’imperatore Aureliano.

Un’altra storia invece, narra di come un giorno Valentino – già diventato vescovo – passeggiando, vide due giovani che stavano litigando ed andò loro incontro porgendo una rosa e invitandoli a tenerla unita nelle loro mani: i giovani si allontanarono riconciliati. Un’altra versione di questa storia narra che il santo sia riuscito ad ispirare amore ai due giovani facendo volare intorno a loro tante coppie di piccioni che si scambiavano dolci effusioni; da qui forse l’espressione che si usa per indicare due innamorati con il termine di “piccioncini”.

Per conoscere le tante altre storie legate a San Valentino basta andare a Terni, dove c’è la basilica dedicata al santo. Il suo corpo infatti fu sepolto sulla collina di Terni, esattamente al LXIII miglio della Via Flaminia, nei pressi di una necropoli. Sul luogo sorse nel IV secolo una basilica nella quale attualmente sono custodite le spoglie del santo. Le reliquie pare siano state portate nella città dai tre discepoli del filosofo Cratone – Apollonio, Efebo e Procuro – convertiti dal futuro santo, e che per questo trafugamento furono martirizzati.

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