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Spiagge da urlo e cultura: è l’Albania la meta rivelazione dell’estate 2014

luglio 29th, 2014 | by Red
Spiagge da urlo e cultura: è l’Albania la meta rivelazione dell’estate 2014
#Sapevatelo
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Ibiza? Croazia? Canarie? Grecia? Macché, queste sono mete ormai consolidate: lo sanno anche i muri che ogni anno le loro spiagge richiamano un… mare di turisti. La vera novità dell’estate 2014 – udite udite – è un’altra: l’Albania. Se volete una vacanza davvero alternativa e low cost, fate ancora in tempo a organizzare un viaggio. A maggior ragione perché anche a settembre (e spesso a ottobre) il clima è gradevole e le spiagge meno affollate.

Non l’avreste mai detto? Eppure dall’altra parte dell’Adriatico c’è una “nuova” realtà tutta da scoprire: il Paese delle aquile, al di là dei luoghi comuni, ha molto da offrire sia da un punto di vista storico-culturale sia da un punto di vista paesaggistico. Le sue spiagge e le sue acque, poi, sono semplicemente spettacolari.

La novità – solo all’apparenza sorprendente – la rivela CartOrange, network specializzato nell’organizzazione di viaggi su misura: “L’Albania? Per noi è l’ultimo segreto d’Europa – spiega Gianpaolo Romano, amministratore delegato di CartOrange – un paese affascinante, ricco di storia, natura e spiagge incontaminate, e oggi sicuro e attrezzato per accogliere i turisti. È un paese sicuro da girare anche da soli e che ha molte bellezze da scoprire, sia per quanto riguarda gli aspetti culturali sia le spiagge, davvero mozzafiato. E le spiagge e le calette rocciose – conclude – non hanno nulla da invidiare alle altre località del Mediterraneo”.

Ma perché quest’anno l’Albania è diventata una meta molto gettonata? Per una serie di fattori. Intanto va detto che questo Paese negli ultimi anni ha fatto registrare un notevole sviluppo dal punto di vista economico. E anche il settore turistico ne ha tratto beneficio.

Il miglioramento della ricettività ha poi permesso di riaprire gli occhi su un patrimonio storico e ambientale rilevante, forse a torto trascurato: nell’immaginario collettivo – infatti – questo è solo un Paese povero, dal quale tutti scappano. In realtà con la fine del Comunismo le cose stanno cambiando. Non a caso molti imprenditori investono e scommettono sull’Albania, ma sradicare certe convinzioni dalla testa dei San Tommaso di turno è dura, salvo poi tastare con mano una realtà ben diversa da quella narrata dai “sentito dire”.

Chi invece non si lascia influenzare dai luoghi comuni, trova un “alleato” nella crisi economica: la possibilità di risparmiare, di regalarsi un viaggio a prezzi molto contenuti, è un invito a nozze per chi, anche in periodi difficili come questi, proprio non sa rinunciare all’idea di prendere “pinne, pinne e occhiali” e tuffarsi in acque cristalline.

Tra le località balneari più apprezzate, spicca il villaggio di Dhermi, a sud di Valona: è considerata la “perla” della costa albanese. Notevole anche la spiaggia di Jal. Al confine con la Grecia c’è invece Saranda, con le spiagge di Krorez e di Ksamil, con tanto di isolette da raggiungere a nuoto. Interessante anche la stessa Valona (nello stesso distretto c’è anche Himara), mentre a Porto Palermo colpisce l’insenatura naturale.

Insomma: tutta la costa albanese merita di essere scoperta. Non solo mare, però. L’Albania – crocevia di popoli e culture – nei secoli ha sviluppato un patrimonio storico e artistico affatto trascurabile. Lo conferma lo stesso ad di CartOrange: “I luccicanti ori dei monasteri bizantini convivono pacificamente con i minareti delle moschee e con le greche memorie di Butrinto e Apollonia. Da Berat, patrimonio dell’umanità, a Durazzo, passando per la strada tra Saranda e Argirocastro, con il suo misterioso “occhio blu”, una sorgente i cui colori ricordano una pupilla e il suo iride”.

Questa breve descrizione è più che sufficiente a mettere all’angolo del ring anche gli scettici irriducibili. La verità è che l’Albania ha tutte le carte in regola per catturare l’attenzione dei turisti. E nei prossimi anni comincerà a volare alto, come quelle aquile diventate simbolo del Paese.

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