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L’Italia si fa bella: ecco la Guida delle Regioni Italiane dell’Enit

ottobre 20th, 2014 | by Red
L’Italia si fa bella: ecco la Guida delle Regioni Italiane dell’Enit
#Sapevatelo
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Meglio tardi che mai. È stata finalmente realizzata la Guida delle Regioni Italiane. Ed è a disposizione sul web. Curata dall’Enit – l’Agenzia nazionale del turismo – mette in vetrina tutto il bello dell’Italia, dalle Alpi alla Sicilia, dagli itinerari culturali a quelli enogastronomici. Al di là della fondamentale presenza su Internet, non va trascurato un altro aspetto importante: la guida non è stata concepita solo a uso e consumo dei viaggiatori italiani, ma si apre al mondo intero.

È stata infatti redatta in otto lingue: oltre all’italiano e al fondamentale inglese, sono disponibili le traduzioni in tedesco, francese, spagnolo, portoghese, russo e cinese. Una scelta strategica importante, visto che i turisti provenienti dalla Cina – già presenti in numero confortante nell’ultimo anno – sono destinati ad aumentare. Iniziative del genere possono senz’altro aiutare a stimolare ulteriormente la domanda sul mercato orientale.

Un ottimo biglietto da visita, disponibile anche sul web

La Guida – fa sapere l’Enit – sarà resa disponibile sul portale Italia.it, da qualche tempo gestito proprio dall’Agenzia nazionale del turismo. Inoltre ventimila copie della Guida delle regioni italiane saranno distribuite durante gli eventi turistici internazionali.

Il primo obiettivo di questo progetto è quello di promuovere l’immagine dell’Italia in vista dell’Expo di Milano: la Guida delle regioni italiane è stata infatti concepita come uno degli strumenti “promo-pubblicitario a supporto della campagna ‘Made in Italy – Una vacanza fatta su misura per te’, lanciata nella primavera scorsa dall’Agenzia su otto mercati europei (Germania, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Francia, Scandinavia, Regno Unito e Russia) per Italia ed Expo”, si legge sull’Ansa.

In vetrina tutto il bello dell’Italia: arte, natura e buona cucina

Ma cosa offre questa Guida da duecento pagine? Detto in estrema sintesi: dopo un preambolo dedicato al benessere, alle eccellenze, alle bellezze naturali e agli itinerari enogastronomici, passa ad analizzare l’Italia regione per regione.

Un capitolo è poi dedicato ai musei e alle aree espositive stabili, ai teatri e ai siti dell’Unesco. Un altro alla natura e ai Parchi nazionali, mentre le ultime pagine contengono tutte quelle informazioni pratiche che per i turisti sono di fondamentale importanza, come ad esempio quelle sui trasporti, sui documenti, sulle ambasciate, sulla sicurezza e sull’assistenza sanitaria.

Un primo passo verso il rilancio del settore turistico

Insomma: almeno sulla carta si tratta di un’ottima iniziativa. Un primo passo verso quell’operazione di rilancio del settore turistico che appare quanto mai necessario in questa fase storica. Per due ragioni: da un lato la crescita del settore turistico può dare un contributo decisivo alla ripresa economica del Bel Paese; dall’altro si può riaffermare il primato dell’Italia a livello mondiale.

In effetti, pur avendo a disposizione il patrimonio artistico, culturale e paesaggistico più invidiato al mondo (per qualità e quantità), ci si limita a vivere di rendita. Con questo risultato: a livello di presenze turistiche l’Italia è stata superata da realtà con minore appeal, ma evidentemente brave a promuovere la propria immagine all’estero. E in particolare su Internet, dove ormai si giocano tutte le sfide presenti e future.

Restart Turismo Italia: svolta epocale o bluff?

Il Governo stavolta sembra davvero intenzionato a colmare il gap promozionale e digitale con gli altri Paesi. Ma ancora bisogna capire se si è ancora nel campo della solita politica degli annunci, oppure se qualcosa comincia realmente a muoversi.

Il riferimento è al progetto “Restart Turismo Italia” (e al TdLab, il laboratorio del turismo digitale racchiuso in questo piano di sviluppo) . Anche se, come si può leggere su questo articolo di FormazioneTurismo.com, qualche perplessità non manca.

L’augurio è che, al netto delle solite e per certi versi fisiologiche polemiche, il settore turistico italiano metta definitivamente il turbo. Ne beneficerebbero tutti: non solo le mete tradizionali, ma anche quelle della cosiddetta Italia minore, capace di offrire bellezza (e prelibatezze) anche nei suoi angoli più sperduti.

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