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L’architettura di Barcellona, l’essenza della città

settembre 2nd, 2011 | by Red
L’architettura di Barcellona, l’essenza della città
Arte & Cultura
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Quando si viaggia, si sente anche la forte esigenza di andare a scavare nel passato di una città, di coglierne i significati più reconditi, i segreti che i secoli imprigionano e portano via con loro.
Le tracce del passato sono ovunque e noi dobbiamo riuscire a guardare con altri occhi per vedere davvero, l’immaginazione è fondamentale per conoscere e interpretare, il luogo diventa soltanto un mezzo per accedere ai misteri di ieri, è chiaro che più un luogo è pregno di significato, valori e cultura, più il viaggio interiore ed effettivo si farà interessante, stimolante e soprattutto appagante.

Ai fini di un arricchimento fitto di simbolismi, di immaginifico e storico la città della Spagna – Barcellona è un posto spettacolare, inimitabile e di cui v’innamorerete e ci ritornerete altre mille volte.Non a caso un numero sempre maggiore di giovani si reca a Barcellona per visitarla e nel giro di pochi mesi sente il desiderio di andare ad abitarci.
Ora che siate in visita semplice o abbiate deciso di soggiornare a Barcellona un po’ più a lungo qui c’è una cosa che non dovete e non potete perdervi, una visione che vi resterà impressa tutta la vita, la Sagrada Familia. Ce la si ritrova davanti come se fosse venuta lei a trovarci, e il primo pensiero che balena per la mente è la ricerca dell’entità di questo affascinante edificio. Dobbiamo ringraziare Gaudì per questo regalo, e visitarla si rivelerà davvero una bella esperienza.
L’esterno sembra quello di un castello incantato, quasi di marzapane oppure composto da un bambino con la sabbia in riva al mare, di cioccolata, verrebbe da mangiarlo, il suo potere risiede in questo nel racchiudere tutte le potenzialità sensoriali di cui disponiamo.

La vista diventa un gancio per il gusto, ci sembrerà di sentire odori e profumi dolci. Eppure la Sagrada Familia altro non è che un’antica basilica paleocristiana ristrutturata in parte da Gaudì. Il rapporto tra la cultura spagnola e la religione cattolica assomiglia a quello italiano in quanto ad attaccamento abbastanza morboso, ma il loro comprende una forma di culto dell’estetica clericale, lo sfarzo, la pomposità, l’amore per la celebrazione non vista come ricchezza materiale ma come vita e vitale, aggettivi che dovrebbero essere descrittivi della fede.

Gaudì non terminò i suoi lavori, lasciò il tutto incompiuto, nemmeno idee sul progetto da seguire, è stato come se avesse detto ai posteri, continuate voi, fate continuare la vostra fantasia. In effetti è l’unico esempio di edificio in cui i lavori sono ancora in corso nonostante il tempo passato e ne si prevede il termine nel 2020.
Ecco questo scorcio di Barcellona meritava che fossero spese molte parole, per fornire un’idea di ciò che è, ma anche di ciò che potrebbe essere grazie alla creatività umana. Altro imperdibile capolavoro di Gaudì è la Pedrera, patrimonio mondiale dell’Unesco, commissionata all’architetto per un imminente matrimonio.

Qui Gaudì sprigiona tutto il suo modernismo catalano, rubando qualcosa dall’Art Nouveau, anticipando qualcosa del futuro, e rivisitando la sinuosità neogotica. Il palazzo ha sei piani ed è perimetrato da linee ondulate e zoomorfe, quasi fossero onde del mare. La reazione visiva che scatena è disorientante, è destabilizzante per quel che concerne i canoni di costruzione, sembra una favola ma poi guardi le strade, le auto che camminano, la gente che passeggia e capisci che è vero, che tutto è al suo posto e che quel tutto un posto forse non lo troverà mai.

Visitare Barcellona è sinonimo quindi di seduzione e sensualità, di forme accattivanti, di spinta futuristica pregna di passato, bisogna andarci due o tre volte in questa città spagnola per capirne appieno il significato che racchiude stretto in se.

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