breaking news

Greeters in campo per far scoprire ai turisti l’altra (bella) faccia di Firenze

novembre 29th, 2014 | by Red
Greeters in campo per far scoprire ai turisti l’altra (bella) faccia di Firenze
#Sapevatelo
0
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on Twitter

Siete stanchi di ascoltare i soliti luoghi comuni sulla vostra amata città? Volete dimostrare ai visitatori che in realtà ha tanto altro di bello da offrire, al di là delle visite guidate canoniche nei musei? Volete farli innamorare e magari invogliarli a tornare? Bene, potete farlo, conducendo voi stessi i turisti nei luoghi meno noti e far conoscere loro altri aspetti significativi, più divertenti e curiosi della vostra città.

Non è fantascienza, ma un’idea che parte da lontano (New York, 1992) e che ora sbarca in una delle città d’arte più belle al mondo: Firenze. Ebbene sì, anche nella capitale del Rinascimento un gruppo di cittadini – i Greeters – in maniera volontaria e del tutto gratuita, ha deciso che è giunto il momento di scendere direttamente in campo.

La novità è stata annunciata nei giorni scorsi a Palazzo Vecchio, sede storica del Comune fiorentino. E ha già fatto il pieno di entusiasmo.

Da New York il movimento ha conquistato tutto il mondo

Ma, prima di focalizzare l’attenzione su Firenze, è il caso di rispondere a questa domanda: i Greeters, chi erano costoro? Il termine, che deriva dall’inglese “to greet” (dare il benvenuto”) è stato coniato da Lynn Brooks, newyorkese che fondò questo particolare movimento con un desiderio: dare una bella immagine della Grande Mela.

E per farlo – in un periodo in cui la metropoli non godeva di una gran bella fama per via del suo proverbiale caos e di numerosi episodi di violenza – decise di ricorrere a coloro che meglio di ogni altro conosceva la propria città: i suoi abitanti.

Il risultato è stato per certi versi sorprendente, se è vero che oggi è stata creata una rete internazionale che abbraccia un’ottantina di città in tutto il mondo: la “Global Greeter Network”. In Italia – dove questa rete è sostenuta da Legambiente – già ci sono due città che hanno beneficiato di queste guide volontarie: Torino e Napoli.

I quattro moschettieri di Firenze

Ora tocca a Firenze, grazie all’impegno di quattro fiorentini (ma nel frattempo le adesioni continuano ad aumentare): Andrea Palchetti, Ilaria La Mura, Giuseppe Vitale e Paolo D’Errico. Hanno mutuato l’idea – manco a dirlo – durante un viaggio di un paio di componenti del gruppo negli Stati Uniti.

A Chicago furono accolti da un pensionato che mostrò loro i luoghi che amava di più. Fu subito amore. Di qui l’idea di importare l’idea a Firenze. Con una precisazione: l’accoglienza – hanno detto i Greeters toscani – non ha nulla a che vedere le guide turistiche. Alle visite ai musei, ai monumenti e alle altre bellezze storiche della città ci pensano i professionisti che già svolgono questo compito.

L’occasione per scoprire i locali migliori e tante curiosità sui fiorentini

Le guide volontarie – che operano gratuitamente, è bene ricordare – hanno un altro compito: far conoscere le abitudini dei fiorentini, svelare qualche curiosità o il locale giusto per un aperitivo o per una cena tipica. I Greeters danno consigli, ma soprattutto propongono ai viaggiatori la loro giornata tipo, spiegano cosa fanno quando hanno del tempo libero a disposizione.

“Un’idea del genere – hanno spiegato i promotori dell’iniziativa – aiuta a migliorare l’immagine della città. Darà l’idea di essere accogliente e cordiale”. Oltre al sostegno di Legambiente, gli “angeli custodi” di Firenze hanno ottenuto anche il patrocinio del Comune.

Il Comune, per mezzo dell’assessore al Turismo, Giovanni Bettarini, ha deciso di sostenere questo progetto perché “dà l’idea di una città che accoglie e che si promuove. I Greeters non sono guide turistiche, ma dei fiorentini che amano Firenze e vogliono farla conoscere ai visitatori rendendola anche più aperta e accogliente. E più forte sul fronte turismo”.

Come si fa a diventare un Greeter

Ma cosa bisogna fare per aderire a questa interessante iniziativa? Facile. Premesso che bisogna avere almeno 18 anni, occorre avere qualche ora libera al mese.

Per diventare un Greeter occorre “iscriversi sul sito www.globalgreeternetwork.info – ha spiegato Andrea Palchetti – dando la propria disponibilità, le lingue parlate e le aree di interesse. Appena riceviamo la richiesta da parte del turista, organizziamo l’incontro. Sarà come una chiacchierata tra amici. Accogliamo singoli o piccoli gruppi, senza alcun tipo di discriminazione”.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on Twitter

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *