Si ritorna nel 1300 con il Carnevale nel Castello di Verrès

Domenica, 18 Gennaio 2009 - in Carnevale, Eventi, Primo Piano, Valle d'Aosta di natasha
Foto di Giovanni Bonin – FOTOTIZIANA Verres

Nei raggi di sole che entrano a fatica dalle alte feritoie sembra d’immaginare palli­de castellane intente al ricamo, paggi, saltimbanchi e armigeri alla spada; le stesse figure che danno vita al celebre Carnevale di Verrès, animato ogni anno da oltre 5 mila persone. La manifestazione carnevalesca si apre con la presentazione di Caterina di Challant e Pierre d’Introd, poi ci sarà il corteo storico in Piazza Emile Chanoux; la lettura del “Proclama” e il ballo di Caterina.

La sfilata del corteo dalla Piazza al Municipio con fiaccolata alla quale partecipa la Filarmonica di Verrès e i gruppi folkloristici e mascherati, i carri allegorici e le bande musicali che suoneranno la canzone ufficiale del Carnevale, scritta da Corinna Binel, tratta dalla canzone locale in dialetto franco-provenzale intitolata “Dansa pa dessu lo fen”. La melodia è quella della Marcia di Pamplona.

In abito da sera si può partecipare al Veglionissimo di chiusura al Castello con ballo in maschera. E’ la fantasmagorica rievocazione storica di una serata del XIV secolo. Le sale che nel 1300 servivano da deposito per le armi vengono ora utilizzate come pista da ballo.

Al Castello, il lunedì sera, ci sarà anche la rappresentazione teatrale di “Una Partita a scacchi” di Giuseppe Giacosa, una commedia in versi, in stile romantico. Si narra di quando Fernando, giovane, bello e valoroso, paggio del conte Oliviero di Fombrone, andando a far visita al conte Renato di Challant, che viveva con la figlia Jolanda nel suo castello, si vantasse agli occhi del conte, delle sue imprese e soprattutto della sua abilità nel gioco degli scacchi. Il conte, irritato dalla sua superbia, lo invita a misurarsi nel gioco, contro la sua adorata e imbattibile figlia Jolanda. Se vince sposerà Jolanda, se perde morirà. La partita si mette male per Fernando, ma Jolanda lo salva, perchè, giocando e conversando con il bel paggio, se ne era innamorata. Il conte Renato si arrende davanti alla bravura del paggio e alle parole della figlia, che disse al padre che lui le aveva offerto un marito, ma in realtà era stato scelto da tutti e due.
La bravura degli interpreti e lo scenario del Castello sono tali da conferire una notevole suggestione a questa commedia, che tra le mura di un Castello acquisiscono un sapore e un’ atmosfera medioevale.


Commenti (2)

  • ortis Lunedì, 19 Gennaio 2009

    Natasha i tuoi articoli mi sembrano poesie. Anche questa volta ti sei superata. Complimenti, mi è sembrato di vederle le scene di vita medievali che descivevi. Spero che scriverai sempre tanti articoli, sei davvero bravissima!

  • linda Domenica, 1 Febbraio 2009

    Come vorrei essere la regina di un castello.

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